Esteri

Attentati di Boston, l’Fbi: “E’ terrorismo”

 BOSTON. All’indomani dell’esplosione dei due ordigni che hanno provocato la morte di 3 persone e il ferimento di almeno altre 140 al traguardo della maratona di Boston, squadre di agenti di polizia setacciano le strade della città e i mezzi di trasporto pubblici alla ricerca di pacchi sospetti.

La città rimarrà aperta per le normali attività lavorative, ma la zona delle esplosioni, attorno a Copley Square, sarà chiusa al pubblico. Intanto è caccia all’uomo: non si esclude l’atto terroristico ma nemmeno la pista interna. Per stasera è prevista in città una veglia di preghiera per le vittime, nella chiesa di Arlington Street. Lo riferisce il Boston Globe. Le chiese della città, inoltre, oggi rimarranno aperte per quanti vorranno recarvisi per trovare conforto dopo la tragedia di ieri.

Le autorità americane hanno confermato la morte di una terza persona a seguito delle due esplosioni che ieri hanno colpito la Maratona di Boston. Tra le vittime un bimbo di 8 anni. Il numero dei feriti supera i 100, raggiungendo i 141 secondo la Cnn. Molti, ha detto Davis, hanno subito “ferite gravi”. Secondo l’emittente TV, almeno 10 vittime hanno subito l’amputazione di arti a seguito delle esplosioni. L’indagine, hanno annunciato le autorità, viene guidata dall’Fbi e al momento viene definita come “una potenziale indagine di terrorismo”. Molti gli italiani in gara, ma nessuno di loro è rimasto coinvolto nelle esplosioni.

Gli ordigni non erano ad alta intensità ma contenevano chiodi e biglie di acciaio per renderli più letali. Lo riferiscono i media Usa, rilevando che la doppia esplosione, assieme alla scoperta di altri ordigni inesplosi, ricalca le caratteristiche di attacchi simili compiuti in Iraq e Afghanistan. Pare che i due ordigni artigianali siano stati posti dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede e siano stati fatti esplodere con un telecomando a distanza. Si era anche sparsa la notizia del ritrovamento di altre cinque bombe inesplose, ma più tardi gli inquirenti hanno fatto sapere che non si trattava di dispositivi esplosivi.

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Alla guida delle operazioni gli agenti del Fbi, che in una breve conferenza stampa hanno ribadito come siano in corso “indagini criminali, potenzialmente nell’ambito del terrorismo”. Mentre si sta passando al setaccio ogni foto, ogni fotogramma delle telecamere a circuito chiuso della zona, trapela la notizia che ci sarebbero alcune immagini di un sospetto vestito di nero, con due zainetti sulle spalle. Inoltre, si sta dando la caccia a un furgone preso a noleggio che è stato visto entrare nella strada della corsa appena prima dello scoppio, e poi scappare via.

Le autorità Usa stanno indagando sul ruolo di un cittadino straniero. Lo riferisce il sito Politico. Lo straniero, che è rimasto gravemente ustionato, si trovava negli Stati Uniti con un visto per studenti ed è considerato “persona di interesse” e un “potenziale sospetto” in relazione al caso, sebbene al momento non sia stato formalmente accusato o arrestato. Il sospetto si trova in ospedale ed è stato sentito dalla polizia. Numerosi media hanno riferito che le autorità si stanno concentrando su un cittadino saudita, ma Politico non conferma al momento la nazionalità del sospettato. Nel corso di una conferenza stampa, ieri, il capo della polizia di Boston, Ed Davis, aveva riferito che non c’era alcun “sospetto” ricoverato presso il Brigham and Women’s Hospital, come invece indicato da alcune notizie di stampa, ma aveva ammesso che “ci sono delle persone con cui stiamo parlando”.

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