Caserta

Speranza per Caserta: “Caos alla Reggia”

 CASERTA. Se provassimo ad immaginare di rinchiudere in una stanza, per un’ora, il sindaco Del Gaudio, l’assessora Ucciero e la soprintendente David, abbiamo le nostre buone ragioni per credere che la rappresentante del Ministero dei Beni Culturali non se la vedrebbe affatto bene.

L’architetta romana sembra aver compiuto un piccolo miracolo: mettere d’accordo tutta Caserta, maggioranza ed opposizione, commercianti e cittadini, napoletani e juventini. Tutti la vorrebbero vedere su un Frecciargento con un biglietto di sola andata per la Capitale. Che poi, forse, la colpa del disastro – Reggia non è neanche tutta sua, ma chi dirige una struttura (ed è pagato profumatamente per farlo) è giusto che si assuma in pieno le sue responsabilità. Vada via, e basterà poco a capire quante colpe aveva lei, quante sono della struttura pachidermica della burocrazia, quante della carenza (o dell’indolenza) di personale. Ora sono tutti in coro a chiedere la testa della David.

E’ sempre antipatico dire “ve l’avevamo detto”, ma le carte parlano chiaro, e va ricordato che Speranza per Caserta aveva già sollevato il caso da oltre un anno, con due interrogazioni alle quali fu risposto, in estrema sintesi, di non preoccuparsi perché “con la Soprintendenza c’è una costante interlocuzione” ed inoltre “è stato attivato un Tavolo permanente di confronto sulle problematiche della Reggia con la partecipazione di Soprintendenza, OO.SS., Camera di Commercio ed Istituzioni Locali”.

Ora, che la “costante interlocuzione” ed il “Tavolo permanente” hanno prodotto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, anche il Sindaco e la sua Assessora hanno alzato il tono dello scontro. Se i casertani avessero ben chiara l’entità del legame economico e sociale tra la Reggia e la città, ed i danni prodotti dalla gestione scellerata del Complesso Vanvitelliano, avrebbero probabilmente già occupato in massa gli uffici della Soprintendenza (però, e se fosse un’idea?).

Invece, le maggiori lamentele si ascoltano agli ingressi, dove interminabili code di cittadini e famiglie affollano i botteghini per pagare l’abbonamento, i percorsi modificati ed in ultimo domenica scorsa anche l’assemblea dei lavoratori. D’altronde noi casertani, che di verde urbano non ne vediamo neanche col binocolo, abbiamo finito per credere che i giardini progettati dal Vanvitelli siano un bene comune, di cui tutti i cittadini devono poter usufruire.

Doglianze giuste, per carità, ma che dovrebbero venire un attimo dopo, o perlomeno insieme, a quelle per le condizioni penose del parco (è decente solo il viale centrale) e della piazza Carlo III (ma il Sindaco non aveva detto di averla fatta inserire nel contratto di manutenzione del verde pubblico, che proprio economico per il Comune non è?); per la scarsezza di informazioni al turista, di percorsi che lo guidino verso la city, invitandoli ad esempio ad uscire dalla Reggia e raggiungere il centro in sella alle bici del nuovo servizio di noleggio (magari senza il traffico impazzito di via Gasparri e piazza Gramsci); per l’assenza di coinvolgimento e di programmazione con i tour operator, e così via.

Al Sindaco, che pure si sta sforzando di portare il problema ai più alti livelli istituzionali, interessando il Ministro Ornaghi, chiediamo qualcosa in più, ovvero anche azioni simboliche e forti, perché evidentemente quanto fatto finora non basta a smuovere le cariatidi ministeriali. Sindaco, rifletti: in nessun’ altra battaglia, come in questa, potrai avere tutta la città al tuo fianco.

Speranza per Caserta

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