Caserta

La polizia arresta due rapinarolex

 CASERTA. Nella tarda serata del 12 aprile, a seguito di incessanti e prolungate ricerche, gli agenti della squadra mobile di Caserta, diretta dal vicequestore Alessandro Tocco, e del commissariato di Marcianise, diretto dal vicequestore Ettore Cecere, …

… rintracciava e sottoponeva a fermo di polizia giudiziaria, in relazione ai reati di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale aggravata, Salvatore D’Andrea, 34 anni, di Napoli, quartiere Miano. L’uomo, poco dopo le 14 di venerdì, alla guida di un motociclo, insieme a Crescenzo De Pasquale, 35 anni, di Napoli, si era reso responsabile di una rapina a mano armata, consumata in corso Giannone, a Caserta, a danno di un professionista che, minacciato con una pistola, era stato costretto a consegnare un orologio Rolex, modello “Date just”, ed un braccialetto tipo “tennis” con brillanti.

I due malfattori, durante la fuga, venivano intercettati da alcune pattuglie della squadra mobile e del nucleo radiomobile dei carabinieri, impegnati in servizi coordinati antirapina, che davano inizio ad un prolungato inseguimento attraverso le vie cittadine, poi proseguito lungo la strada statale 265, fino alla zona Asi di Marcianise, durante il quale il passeggero del motociclo in fuga, De Pasquale, non esitava a puntare ripetutamente contro gli inseguitori l’arma impugnata.

Proprio in quelle concitate fasi, superato di alcune centinai di metri il centro Tarì, la pattuglia dei carabinieri riusciva ad affiancare il mezzo in fuga a cui, giunti ad una rotonda ivi ubicata, tentava di tagliare la strada per costringerlo a fermarsi. Nonostante la manovra, il motociclo tentava di superare la vettura, impattando contro di essa e rovinando sul selciato insieme ai passeggeri che, senza desistere dalla fuga, tentavano di rifugiarsi tra i numerosi capannoni, molti dei quali in stato di abbandono, del complesso industriale.

Proprio all’interno di uno di essi, poco dopo, De Pasquale veniva rintracciato e bloccato immediatamente da una pattuglia dei “Falchi” della squadra mobile, e, riconosciuto anche dalla vittima, veniva arrestato in flagranza di reato, mentre il complice, D’Andrea, nonostante le ricerche effettuate anche con l’ausilio di un elicottero del reparto volo della polizia di Napoli, faceva perdere momentaneamente le sue tracce. Intanto, sul luogo, incastrata tra le ruote del motociclo, veniva rinvenuta e sequestrata la pistola utilizzata dai rapinatori, una replica di una pistola semiautomatica Beretta modello 85, calibro 8mm, che aveva due proiettili a salve inseriti nel caricatore. Inoltre, si appurava che sul motociclo, intestato alla madre di De Pasquale, era stata apposta una targa rubata lo scorso 9 aprile a Napoli, come da denuncia presentata al commissariato “Arenella”.

Poi, intorno alle 21 di venerdì, i poliziotti, che avevano proseguito senza soluzione di continuità le ricerche del complice dell’arrestato, rintracciavano D’Andrea a poche centinaia di metri dal luogo dove era stato notato scavalcare le cancellate di cinta di uno degli opifici lì ubicati. I due venivano sottoposto a fermo e associati alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

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