Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Comitato Renzi, insorge Raffaella Zagaria

 CASAPESENNA. Regna molta confusione nel movimento renziano in provincia di Caserta. E quando non ci sono regole o ruoli ben definiti, incominciano i malumori. In questi frangenti c’è sempre il furbo o i furbi che tendono a sfruttare il momento di bailamme.

A questo gioco non ci stanno due dei maggiori protagonisti del movimento renziano provinciale. Il consigliere comunale di Caserta Edgardo Ursomando, esponente politico del comune capoluogo, eletto a capo di una lista civica, che al fianco del collega di consiglio comunale Carlo Marino (Pd) ha dato vita all’area Renzi cittadina, oltre che a fondare un circolo pro Matteo nella vicina San Nicola la Strada. Con Ursomando, anche la candidata in quota Renzi alle ultime elezioni politiche Raffaella Zagaria, giovane avvocato residente a Casapulla, ma originaria di Casapesenna. Comune dove il fratello Francesco, coordinatore del circolo locale del Pd, riusciva, alle scorse primarie, a far raggiungere percentuali straordinarie di consenso al sindaco di Firenze; che, infatti, nella cittadina può vantare un sensazionale 98%, percentuale più alta in assoluto registrata. Insomma, due calibri da 90, che certamente non le mandano a dire e che sono sempre stati molto critici con l’establishment del Pd, oltre ad avere un nutrito seguito, il che non guasta.

Ed è proprio il consigliere Ursomando a sbottare per primo sullo stato di confusione in cui versa il Renzi-pensiero in provincia: “Ho sempre criticato l’appiattimento che il movimento ha verso il partito, dove si continua a ragionare come prima, anzi non si è mai smesso. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Dov’è il rinnovamento? Dov’è la novità? Tutti inneggiano a Renzi. Ma adesso la maggior parte dei supporter, sono gli stessi detrattori che alle scorse primarie truffa hanno fatto fuoco e fiamme per confermare la linea conservatrice Bersaniana. Chi non ha avuto il coraggio di cambiare allora, abbia almeno la dignità di rimanere sulle proprie posizioni. E’ vero, solo gli stupidi non cambiano idea ed in democrazia è legittimo farlo, ma bisogna anche avere il coraggio di fare un passo indietro e lasciare spazio al rinnovamento, se si crede realmente in un progetto.Poi ci sono i servi di due padroni, ma su quelli non voglio nemmeno spendere una parola. Qualcuno potrà obiettare, adducendo che le mie considerazioni sono gratuite e che vengono da chi non è parte del partito e perciò non titolato a parlare. Vorrei solo ricordare che il famoso 40% toccato dal PD durante i sondaggi post primarie, era composto per almeno un 15% da quella che è la società civile, che si rivedeva in Renzi, ma non necessariamente nel Pd. E quel 15% è mancato alle ultime politiche.Sarà un caso? Perciò, se il Pd ha accettato che io, come tanti non iscritti al partito potessimo attivamente partecipare alle primarie, deve concedere necessariamente anche il diritto di critica. Troppo vecchio PD tra i renziani, poche facce nuove, poco spazio alla società civile. E poi caos assoluto, tutti parlano a nome di Renzi. Chi li ha investiti? Vuoi vedere che qualcuno li ha battezzati con l’acqua dell’Arno e io non ne sono a conoscenza? Si millanta? Ovvio che riconosco solo ed esclusivamente a Carlo Marino il ruolo, ma sarebbe pure ora che facesse un pò di ordine”.

Non è da meno Raffaella Zagaria, che al di là dell’aspetto dolce, si rivela una politica di razza: “Sono stata coerente ed al servizio del movimento e del partito incondizionatamente, il ringraziamento? Completamente dimenticata. Il partito democratico casertano deve prendere coscienza e consapevolezza che, così come a livello nazionale, ha perso le politiche, pertanto la classe dirigente si è mostrata inadeguata e fallimentare c’ è bisogno davvero in terra di lavoro più di ogni altro territorio di rottamazione. Solo attraverso una presa di coscienza si può costruire il futuro del partito. E’ vero non è che viva di politica, anzi. Ma credo in quello che faccio, ed affronto le sfide anche impossibili per il bene della causa. Mi sono candidata come area Renzi alla Camera dei Deputati nel Collegio Campania due pertanto mi ritengo legittimata a parlare a nome dell’area stessa, oggi invece si assiste a millantatori che parlano a nome dell’area Renzi senza averne la legittimazione. La mia è stata una candidatura di servizio, interpretata credo magistralmente. Non mi sono risparmiata, ero presente dovunque, anche dove non ero invitata, pur di portare avanti con orgoglio il vessillo renziano. Oggi, non c’è un progetto comune, non ci sono direttive, si aspettano le e-news di Renzi manco fossero i messaggi di Medjugorje, non perché Matteo sia in odore di santità, ma perché vanno interpretati, essendo l’unica fonte di informazione. Spero che tutti gli sforzi profusi per proporre il movimento non siano stati vani. . Questa confusione destabilizza il movimento, invece di aggregare si corre il rischio di distruggere tutto il lavoro fatto fino adesso. E’necessario e indispensabile definire i ruoli di ciascuno all’interno. Dello stesso avviso è oltre che il mio gruppo anche la Sezione del Pd di Casapesenna, in particolare i fratelli De Rosa, coloro i quali hanno promosso e sostenuto la mia candidatura.Abbiamo creduto in un sogno? Spero proprio di no. Però è necessario dissipare le nebbie, dare spazio alla società civile, che deve essere un valore aggiunto e non un pericolo per le rendite di posizione all’interno di un partito che sta implodendo. Scissione? Che ben venga se la convivenza è impossibile”.

Dure le parole dei due renziani, ma dalle stesse traspare la voglia di continuare a fare politica secondo lo spirito della Leopolda e del Big Bang. Carlo Marino avrà il suo bel da fare per riportare la calma nel suo gruppo. Matteo Renzi il 12 aprile sarà a Napoli, che sia l’occasione per un chiarimento?

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