Aversa

Area ex Texas: i proprietari propongono “zona Pip”

 AVERSA. Ventisei mini opifici con annesse abitazioni. Questo, in estrema sintesi, il progetto che la società proprietaria dell’area che ospita l’ex stabilimento della Texas Instruments ha presentato al comune di Aversa per l’approvazione.

La notizia è stata resa nota nel corso della riunione della commissione consiliare urbanistica, presieduta da Pasquale Morra di Sel e composta da: Paolo Santulli, Augusto Bisceglia, Mario Tozzi e Michele Galluccio, che si è occupata anche dell’avvio del Puc. A volere l’interessamento della commissione lo stesso sindaco Giuseppe Sagliocco.

Da registrare, forse per l’importanza degli argomenti sul tappeto, anche la presenza del presidente del consiglio comunale Giuseppe Stabile. Il progetto presentato dalla società che fa capo alla famiglia Cesaro, ossia dell’ex presidente dell’amministrazione provinciale di Napoli, Luigi, attuale parlamentare Pdl, prevede su un terreno di 26mila metri quadrati la realizzazione di 26 lotti da mille mq su cui realizzare altrettanti edificicon a piano terra e primo piano opifici e servizi relativi agli stessi e al secondo piano un appartamento di 135/140 mq da destinare ad abitazione del proprietario o del custode. Previsto, inoltre, un garage sotterraneo e una mensa/ristorante comune agli opifici, con uno standard nelle vicinanze della fermata della metropolitana di Aversa Ippodromo da cedere al comune per l’eventuale realizzazione di un parcheggio a servizio della stessa fermata di viale Kennedy.

Insomma, una sorta di zona Pip, di piccoli insediamenti industriali/artigianali, ma, soprattutto, una proposta, un provocazione, come l’hanno letta diversi dei presenti, che riapre il dibattito sul destino di un’ex fabbrica che dagli anni cinquanta ai novanta, per decenni, ha rappresentato l’unica realtà industriale cittadina superando anche i 1500 addetti.

Sulla vicenda Santulli ha prospettato l’avvio di una discussione tra le forze politiche e l’instaurazione di un tavolo con la proprietà “perché, oramai, il problema c’è e bisogna risolverlo una volta per tutte contemperando i diversi interessi del privato e della collettività cittadina”. Per quanto riguarda il Puc, la cui redazione/approvazione deve avvenire entro gennaio 2014 pena il blocco di ogni attività urbanistica in città, la commissione ha preso atto che, al 2008, gli strumenti urbanistici prevedevano la possibilità di realizzare altri 1700/1800 alloggi.

Da qui la convocazione di una nuova riunione nei primi giorni di maggio per conoscere con esattezza dal 2008 ad oggi quanto si è realizzato e quanto rimane ancora da poter essere realizzato per poi giungere alla formazione di un indirizzo politico preciso per la redazione del nuovo strumento di programmazione urbanistico in tempo utile ed evitare che si possano accumulare ritardi che, poi, potrebbero portare alla scelta di un Puc preconfezionato che non tenga conto delle reali esigenze della città, ma di interessi particolari.

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