Teverola

Degrado scuola e ampliamento cimitero: l’opposizione interroga Lusini

 TEVEROLA. Scuole e cimitero nel degrado, Puc e mancati allacciamenti alla rete idrica. Sono gli argomenti delle interrogazione che i consiglieri di opposizione del “Patto per Teverola” hanno consegnato al sindaco Lusini per ottenere chiarimenti e invocare interventi risolutivi.

SCUOLA. Per Tommaso Barbato, Nicola Picone e Biagio Pezzella l’amministrazione Lusini ha un atteggiamento di “menefreghismo” nei confronti del plessi scolastici cittadini. “Nessuno di noi consiglieri conosce, ovvero riconosce, chi assessore o consigliere di maggioranza si interessi delle problematiche della scuola. E immaginiamo che se la stessa domanda fosse posta ai cittadini di Teverola o alle mamme che ogni mattina accompagnano i propri figli a scuola, otterremmo la stessa risposta: ‘Boh!’. Ancora oggi vi sono bagni che non funzionano, l’incuria dentro e fuori le aule regna sovrana per l’inesistente manutenzione, ed ecco che poi la maggioranza approva un lavoro di somma urgenza con un costo elevatissimo”.

I consiglieri non sanno se è tale incuria che abbia portato all’incendio verificatosi nel locale della caldaia della scuola “Ungaretti”. “Sappiamo solo – sottolineano – che, leggendo il verbale di somma urgenza redatto il 25 gennaio scorso dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale, che vi è una ditta affidataria del servizio stagionale di manutenzione ordinaria dell’impianto di riscaldamento presso le scuole comunali di Teverola. Ed allora, come avviene in tutte le nostre case, ossia prima di mettere in funzione nel periodo invernale gli impianti di riscaldamento, sarebbe buona norma chiamare il tecnico per verificare il funzionamento dell’impianto, constatato che vi è la ditta di manutenzione. Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone, e quindi parliamo solo di danni alle strutture. Ma, a tutt’oggi, non conosciamo la causa dell’evento. Tanto per la maggioranza va tutto bene, spendono un altro poco dei nostri soldi e via così”.

CIMITERO. Altra interrogazione riguarda l’ampliamento del cimitero, progetto approvato nel 1999 che prevedeva 1130 loculi, 28 suoli destinati a cappelle gentilizie e 206 monumenti per un appalto di circa 1 milione e 700mila euro. Nel 2004, alla vigilia della campagna elettorale, fu indetto un bando per l’assegnazione di loculi, cappelle e monumenti. Da allora i lavori del primo ampliamento del cimitero comunale non sono mai stati definitivamente chiusi e non vi è mai stato nessun collaudo dell’opera. Per quanto riguarda le assegnazioni, solo tra il 2011 e il 2012 sono state definite le relative stipule per quanto riguarda i loculi cimiteriali e i 206 monumenti. Quindi, dopo ben 7 annidall’inizio del bando di concessione.

Nonostante le opere relative al primo ampliamento non siano mai state definite, si è proceduto, il 30 dicembre 2010, a bandire un’altra gara di 328mila euro riguardante lavori di un secondo ampliamento del cimitero per la realizzazione di ulteriori 205 loculi senza avere nessuna copertura finanziaria. Alla gara parteciparono solo due ditte, di cui una era quella che aveva già realizzato i lavori del primo ampliamento. Il 20 luglio 2011, poi, il Consiglio comunale approvava il bando di assegnazione in concessione dei loculi cimiteriali e stabiliva le somme da versare da parte dei cittadini. Nel periodo di ottobre/novembre 2011 circa 270 famiglie di Teverola riversarono nelle casse del Comune una quota di acconto di 500 euro a testa. Ma con determina del 29 dicembre 2011 si revocava senza nessun motivo la gara indetta il 30 dicembre 2010 e si procedeva ad approvare un secondo bando di gara per il quale, ancora oggi, a distanza di oltre un anno dalla seconda gara, non si riesce a capire se la documentazione sia stata trasmessa alla stazione unica appaltante o meno. Tra l’altro, a distanza di un anno e mezzo dal versamento per il secondo ampliamento, alle famiglie di Teverola non è pervenuta alcuna comunicazione di assegnazione dei loculi cimiteriali. Intanto, il cimitero continua a subire atti di vandalismo. Domenica 3 marzo un altro grave episodio che ha visto il danneggiamento di cappelle gentilizie e arredi sacri.

Una vicenda per la quale i consiglieri di opposizione chiedono: quali siano le reali motivazioni della mancata definizione delle opere e del relativo collaudo del primo ampliamento? Perché non viene consegnata al gruppo di opposizione Patto per Teverola la documentazione richiesta relativa all’appalto del secondo ampliamento? Perché, a distanza di un anno e mezzo, non sono state mai fatte le assegnazioni dei loculi cimiteriali del secondo ampliamento? Come si intende procedere a tale assegnazione visto che le richieste fatte (circa 270) sono superiori al numero di loculi previsti da progetto approvato e gara bandita (205)? Come si intende procedere verso i cittadini esclusi che hanno versato l’acconto di 500 euro pro-capite? Sarà restituita la somma con gli interessi? Quali sono i reali motivi della revoca della prima gara del secondo ampliamento dove si sono presentate due ditte? Chi corrisponderà i danni derivanti dall’indizione della prima gara? (spese di pubblicazione ed eventuale ricorso amministrativo delle due ditte revocate). La documentazione relativa al secondo bando di gara del secondo ampliamento è stata trasmessa, o meno, alla stazione appaltante? E cosa intende fare il Comune per evitare queste ignobili profanazioni e i continui furti e danneggiamenti a danno di numerose famiglie di Teverola? Sono state previste delle indennità risarcitorie a favore di queste famiglie?

PUC. Per quanto riguarda il Puc, il consigliere Nicola Picone, che lo scorso 2 gennaio chiedeva se gli elaborati progettuali sul nuovo Piano urbanistico comunale, consegnati da un tecnico il 6 marzo 2012 al Comune, fossero uguali a quelli adottati successivamente con delibera di giunta del 30 luglio 2012, non ha ancora ricevuto alcuna risposta. “Quali sono i motivi ostativi per la mancata risposta?”, si chiede Picone.

PARCO PRIMAVERA SENZA ACQUA PUBBLICA. Altro argomento è quello della richiesta di allacciamento alla rete idrica, avanzata dall’amministratore del condominio “Primavera”, nella sesta traversa di via Roma, per 48 utenze domestiche. A distanza di otto mesi da quella richiesta la situazione è rimasta invariata. “Quali sono i motivi di questa attesa?”, domandano al sindaco i consiglieri dell’opposizione, i quali si chiedono anche: “Come hanno ottenuto l’agibilità gli appartamenti del condominio nonostante il mancato allaccio alla rete idrica comunale?”.

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