Sant’Arpino

Piano Casa, Zullo risponde a Capasso

SANT’ARPINO. Lettera aperta al consigliere comunale Ernesto Capasso, presidente della commissione urbanistica, dell’assessore Aldo Zullo, in merito alla polemica sul Piano Casa.

Egregio Consigliere,

il mio carattere schivo e riservato, non deve essere confuso con atteggiamenti deboli ed omissivi. Le ricordo che le commissioni consiliari esistono, lo dice la stessa definizione semantica, per preparare i lavori del Consiglio comunale, anzi nell’accezione più completa sostituiscono lo stesso dibattito del Consiglio Comunale; orbene, non sembra che al momento ci sai alcuna deliberazione che deve essere posta all’attenzione del civico consenso, per cui non vedo cosa debba discutere una seduta della commissione consiliare da lei presieduta.

Lo stesso art. 14 dello Statuto Comunale, da lei proditoriamente richiamato, chiarisce : “Le Commissioni esaminano preventivamente le più importanti questioni di competenza del Consiglio Comunale ed esprimono su di esse il proprio parere che può essere trascritto in eventuale deliberazione”.

Nello specifico, le ricordo, che il Piano casa è stato più volte discusso ed approvato dalla commissione competente e dal Consiglio Comunale: in particolare, la commissione LL.PP. e Urbanistica sull’argomento sembra aver esaurito, a parere dello scrivente e Statuto alla mano, ogni compito preparatorio essendo arrivati alla attuazione del Piano Casa stesso.

Rispetto alla sua abusività nel detenere una carica dopo aver cambiato schieramento politico, questa è una valutazione di correttezza Istituzionale, di opportunità politica, agibilità democratica che lascio alla sua sfera personale, ma penso che non sia peregrina l’idea che una persona eletta con uno schieramento politico, nel momento in cui cambi, in maniera legittima o illegittima posizione, debba trarre tutte le conseguenze della sua scelta, non ultime le dimissioni dalle cariche che sono proprie di una articolazione politico – amministrativa, come atto di decantazione politica e personale.

Io stesso nella passata consiliatura venni eletto Presidente del Consiglio Comunale in quota D.S. ; quando non condividendo linea e scelte politiche abbandonai quel partito, rimisi all’istante l’incarico del massimo organo consiliare, pur se per legge non potevo essere rimosso nemmeno con una mozione di sfiducia.

Ma questo, ripeto, attiene alle sensibilità personale.

Sulla affermazione che la presentazione del Piano Casa rappresenti una passerella elettorale, mi consenta di dissentire, poiché ritengo che per la portata e per il significato dell’iniziativa, una presentazione come questa sia il minimo non essendo affatto una speculazione elettorale, dato che in questo momento di crisi ogni utile iniziativa rappresenta una boccata di ossigeno per tutta l’economia locale, e non bisogna necessariamente aspettare il dopo elezioni per presentare una iniziativa, che non nasce oggi ma parte da lontano.

Rispetto al coinvolgimento di associazioni e movimenti, credo che questa sua riflessione sia autocritica, in quanto adesso che siamo all’attuazione del Piano Casa sarebbe pleonastico e di facciata il coinvolgimento di associazioni e movimenti, che invece andavano coinvolti nella fase preparatoria da lei abilmente orchestrata, che ha portato alla discussione e decisione della commissione consiliare prima e del Consiglio Comunale poi.

Sul suo coinvolgimento in attività che sono classiche di gestione amministrativa (riunioni e decisioni della maggioranza consiliare), mi sembra che lei per un attimo ha rimosso di essere transitato nei gruppi di opposizione, e quindi di non aver alcun titolo per mettere cappello su una sfera che non le compete più.

Aldo Zullo

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