Santa Maria C. V. - San Tammaro

Consiglio su sicurezza, Rauso scrive a Mattucci

Gaetano Rauso SANTA MARIA CV. Il consigliere Gaetano Rauso scrive al presidente del Consiglio, Dario Mattucci, criticando l’orario di convocazione della prossima seduta dell’Assise.

“Caro Dario, nonostante io possa intendere le ragioni per una convocazione del Consiglio in orario così inconsueto, non la posso giustificare in quanto non mi si permette di partecipare ad un seduta in cui si trattano problemi così importanti per la città che mi stanno particolarmente a cuore. Il mio lavoro e la funzione che ricopro mi impediscono di assentarmi dal servizio ed, inoltre, una mia assenza comporterebbe una spesa notevole per il comune di Santa Maria che, secondo quanto previsto dalla legge, dovrebbe rimborsare il corrispettivo per la giornata di assenza all’Ente pubblico o al privato ove il consigliere presta servizio.

In ogni caso chiedo che venga letta questa mia al fine di esternare tutta la mia condanna per gli episodi incresciosi che si sono verificati nella città negli ultimi anni e tutto il mio rincrescimento per la condizione in cui si trova una città, una volta fiorente ed oggi in mano alla microcriminalità ed alla speculazione.

Ho letto con piacere che Marco Natale ha escluso di essere lui il destinatario dell’intimidazione dell’altra notte e gli esprimo, in ogni caso, tutta la mia solidarietà per la paura che sicuramente lui stesso e la sua famiglia hanno provato nell’ascoltare una deflagrazione così potente; così come esprimo solidarietà a tutti coloro che abitano nella zona ed a tutta la città di Santa Maria Capua Vetere che sta vivendo da più di quindici anni un vuoto di potere amministrativo che l’ha relegata in uno stato che non le compete.

La città del benessere, della legalità, della buona amministrazione da tempo non c’è più; non c’è più grazie all’incapacità di chi l’ha amministrata e l’amministra; grazie alla mancanza di amore per una città che è stata solo l’oggetto di mercimoni e di un cattiva gestione del patrimonio, delle opere pubbliche, delle ricchezze archeologiche e del territorio.

Da tempo si attende una svolta decisiva e decisa nella gestione della Cosa Pubblica; da tempo si attende che sia restituito il mal tolto e sia punito chi ha sbagliato. Solo allora ci si convincerà che Santa Maria è la città in cui tutto è permesso e non si assisterà più a questi episodi che vanno solo condannati e non sono degni di una città civile”.

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