Italia

Perugia, uccide due impiegate della Regione e si toglie la vita

 PERUGIA. Dramma della follia a Perugia. Intorno alle 12 di mercoledì un uomo di 43 anni, Andrea Zampi, è entrato nell’ufficio assistenza sociale della Regione Umbria, sparando con una pistola e uccidendo due impiegate.

Poi è andato in un’altra stanza e si è suicidato con la stessa arma. “Mi avete rovinato” avrebbe urlato l’aggressore, a più riprese, mentre raggiungeva il quarto piano del palazzo del Broletto, a ridosso del centro di Perugia, nella zona della stazione ferroviaria.

Le vittime sono Margherita Peccati, 61 anni, una dirigente, e Daniela Crispolti, 46 anni, una consulente dell’ufficio. Una delle due è morta quasi sul colpo, l’altra prima del trasporto all’ospedale Santa Maria della Misericordia, nonostante il tentativo dei sanitari del 118 di stabilizzarla sul posto. Si occupavano esclusivamente di accreditamento delle agenzie formative. Altre due persone sono state ricoverate in stato di choc, una è stata dimessa nel pomeriggio.

Il presidente della Regione, Catiuscia Marini, che si trovava a Roma per partecipare all direzione del Pd, è rientrata a Perugia. Sul posto anche il sindaco Wladimiro Boccali e il questore Nicolò Marcello D’Angelo. Delle indagini si occupa il magistrato di turno, Massimo Casucci.

L’aggressoreera un piccolo imprenditore del posto, titolare di Progetto Moda, una piccola impresa di formazione della città, al qualesarebbe stato bloccato un finanziamento di circa 100mila euro.

A dicembre, in un’intervista radiofonica agli studenti della scuola di giornalismo Rai della città umbra, Zampi aveva commentato: “Sono finito. Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata: mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160 mila euro di finanziamento approvato. È successo che noi avevamo un finanziamento per 200 mila euro: per dei corsi. Poi, come ben sapete, qui la politica comanda tutto. Comunisti, sinistra, Ds, no? Chi comanda son tutti loro. I finanziamenti li danno a chi vogliono loro”.

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