Italia

Grillo spara a zero contro tv e giornalisti: “Pagati da partiti per sputtanarci”

 ROMA. Dal suo blog, Beppe Grillo denuncia quello che, a suo avviso, è un continuo “vilipendio” mediatico” contro il Movimento 5 Stelle, invocando “una sola Rai” e attaccando i giornalisti “prezzolati”.

“È indispensabile creare una sola televisione pubblica, senza alcun legame con i partiti e con la politica e senza pubblicità. Le due rimanenti possono essere vendute al mercato”, scrive Grillo, attaccanto anche la conduttrice di “Pomeriggio 5”, Barbara D’Urso, per aver ospitato “un falso attivista del M5S” alla sua trasmissione.

Il comico genovese si scaglia contro i conduttori televisivi, per il “lavoro di sputtanamento” nei confronti del movimento. Sono “pagati per quello dai partiti”, afferma il leader, sottolineando che “l’accanimento delle televisioni nei confronti del M5S ha raggiunto limiti mai visti nella storia repubblicana, è qualcosa di sconvolgente, di morboso, di malato, di mostruoso, che sta sfuggendo forse al controllo dei mandanti”.

Grillo cita “il folle assalto all’albergo Universo a Roma dove si sono incontrati lunedì scorso i neo parlamentari. Scene da delirio. Questa non è più informazione, ma una forma di vilipendio continuato, di diffamazione, di attacco, anche fisico, a una nuova forza politica incorrotta e pacifica. Le televisioni sono in mano ai partiti, questa è un’anomalia da rimuovere al più presto. Le Sette Sorellastre televisive non fanno informazione, ma propaganda”.

Il leader dei cinquestelle cita il libro Jack London, ‘Zanna bianca’, in cui una lupa attrae ogni notte un cane da slitta nella foresta, e chi cede al richiamo viene condotto lontano dal fuoco e divorato da un branco di lupi appostati in attesa nella neve. Secondo Grillo, “nel dopoelezioni la tecnica dei conduttori televisivi, dipendenti a tempo pieno di Pdl e ‘Pdmenoelle’ è simile. Il loro obiettivo è, con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni simpatizzante o eletto del M5S e dimostrare al pubblico a casa che l’intervistato è, nell’ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente. Oppure va dimostrato il teorema che l’intervistato è vicino al pdmenoelle, governativo, ribelle alla linea sconclusionata di Grillo, assennato, bersaniano. In entrambi i casi, il conduttore si succhia come un ghiacciolo il movimentista a cinque stelle, vero o presunto (più spesso presunto), lo mastica come una gomma americana e poi lo sputa, soddisfatto del suo lavoro di sputtanamento. È pagato per quello dai partiti”.

Sul caso del “falso grillino” ospitato dalla D’Urso, Grillo offre la sua versione: “Il signor Matteo De Vita si iscrive ad un Meet Up il 24 febbraio 2013. Magicamente Barbara D’Urso su Canale 5 lo invita a parlare a nome del MoVimento 5 Stelle come ‘attivista’ in collegamento da Bari. Il signor De Vita, che non rappresenta nessuno se non se stesso, oltre a sfoggiare un’arroganza fuori dal comune, si arroga il diritto di parlare a nome di un movimento al quale non appartiene se non virtualmente, dopo essersi iscritto alla semplice piattaforma Meet Up il giorno delle elezioni politiche 2013! Ma la televisione lo invita e lo spaccia per attivista e lo fa dialogare con deputati della Lega ed altri facendo fare una pessima figura al MoVimento 5 Stelle. Degna del Grande Fratello (quello di Orwell) la chiusura finale della D’Urso: ‘Venga pure in studio la prossima volta a parlare sempre che non venga espulso’”.

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