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Conte: “Champions un sogno. Basta cori razzisti”

 Non c’è spazio per il Bayern Monaco, nella testa di Antonio Conte. E non deve esserci, almeno per ora, nemmeno in quella dei giocatori.

Lo sottolinea l’allenatore bianconero, diviso tra i risultati del sorteggio di Nyon e la 29.a giornata di Serie A. “Sono concentrato sul campionato. La Champions League è un sogno, ma non abbiamo sulla carta l’appeal per essere tra le favorite. Siamo ancora 2-3 livelli sotto il Barcellona”.

“Il Bologna in questo momento è la squadra più in forma del campionato. Viene da tre vittorie, sta molto bene e vorrà fare l’impresa. I giocatori si sono ritrovati dopo un periodo di difficoltà, ora stanno viaggiando spediti”. La 29.a giornata rappresenta un autentico test per la corsa allo scudetto: “Riconfermarci a Bologna vorrà dire mandare un messaggio importante al campionato. Le antenne dovranno essere per forza dritte”.

Conte si rivolge anche alla curva bianconera: “I cori contro le altre squadre non ci esaltano nè ci danno più birra in corpo. Ogni tifoso dovrebbe concentrarsi sulla propria squadra: è la cosa più bella”. In particolare, la Juve è stata multata per i cori contro il Napoli: “Leggo di diffide, non vorrei che per colpa di questi cori ci trovassimo a giocare a porte chiuse. Facciamo in modo che da qui alla fine della stagione non succeda più”.

Sul ritorno dello svedese a Vinovo, la posizione di Conte è chiara: “Ho letto, ma è un discorso che non mi appartiene. In questo momento parlarne è negativo per l’ambiente, in primis per i calciatori che stanno dando tutto e più di tutto per questa maglia”.

“I tedeschi rappresentano da sempre una delle certezze assolute a livello europeo. Avranno il vantaggio di giocare con la grande esperienza accumulata negli anni e con la mente libera dal campionato, dove sono in testa con 20 punti di vantaggio. Li affronteremo con serenità e concentrazione”.

Per chiudere, Conte torna sulla Champions parlando dell’eliminazione dei rossoneri: “Dopo la gara d’andata, tutti hanno esaltato il Milan. Ha giocato nello stesso modo anche il match di ritorno, cercando di chiudere tutti gli spazi, ma ha trovato un fenomeno come Messi. Sui giornali era stato celebrato troppo in fretta il funerale del Barcellona, i suoi campioni sono stati punzecchiati e stimolati. In realtà possono fare la differenza quando vogliono”.

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