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Bologna-Juventus 0-2: bianconeri ad un passo dallo scudetto

 Al Bologna ‘ammazzagrandi’, non riesce la replica. Liquidata l’Inter a domicilio, contro la Juve, i rossoblù devono gettare la spugna.

Troppo quadrati i ragazzi di Conte che si portano a +12 sul Napoli e a +14 sul Milan, in attesa delle sfide domenicali delle due rivali. Troppo solidi, capaci di capitalizzare al massimo la reti segnata da Vucinic e Marchisio – nella ripresa – contro una squadra comunque ‘rognosà, tra le migliori di inizio 2013.

Per la trasferta sotto le Due Torri, Conte si affida al suo collaudato 3-5-2. Sulle fasce, a supporto del trio Vidal-Pirlo-Marchisio, il duo ex Atalanta, Peluso-Padoin. In avanti la coppia Vucinic-Giovinco, mentre in difesa il tecnico barese va sul sicuro con Barzagli, Bonucci e Chiellini a proteggere Buffon.

Sull’altro fronte, Pioli – reduce da tre vittorie consecutive, l’ultima proprio a San Siro – non deraglia dal classico 4-2-3-1, con Gilardino unica punta sostenuto dalla fantasia di Diamanti e dalla concretezza di Kone e Gabbiadini, desideroso di ben figurare contro la società che presto potrebbe tornare sua. In mezzo al campo la grinta di Perez e Taider, a spezzare il ritmo degli avversari.

Deciso a interrompere una astinenza da vittoria che dura da quindici anni – a tanto ammonta l’assenza di successi casalinghi contro la Juventus – il Bologna, in un Dall’Ara esaurito da giorni, prova a fare la faccia cattiva. Una manciata di minuti e Gilardino fila verso la porta bianconera su lancio di Morleo. Buffon esce e, di piede, anticipa l’attaccante – tra i fischi dello stadio che avrebbe voluto un contatto falloso -: rimpallo favorevole a Diamanti che spara, murato in angolo da Chiellini.

I rossoblù, partiti di slancio, menano le danze; la squadra di Conte si muove sorniona lasciando il pallino del gioco agli avversari senza però rischiare troppo. Lasciata sfuriare un pò la Pioli-band – giusto una decina di minuti abbondanti – Pirlo e compagni alzano il baricentro: Giovinco, dopo una serpentina al rallentatore, tira su Curci in uscita; Vidal, imbeccato da Vucinic manda sopra la traversa da buona posizione, appena dentro l’area felsinea. Niente di irresistibile ma quanto basta per ristabilire – se ce ne fosse bisogno – le gerarchie.

Senza curarsi troppo di una conclusione da fuori di Diamanti – finita a un paio di metri dalla porta di Buffon – e dei mugugni dell’intero Dall’Ara, per una direzione di gara giudicata troppo sbilanciata verso i campioni d’Italia, la Juve guadagna fette di campo e con Padoin, in slalom tra i difensori di casa, spaventa Curci. Graziato anche da Vidal che, sul finire del tempo, manda nuovamente alto.

I primi minuti della ripresa sono tutti un fuoco d’artificio: Antonsson di testa solletica Buffon, dall’altra parte Giovinco prova a piazzare con un destro a giro accarezzando il palo. Gilardino segna di testa su assist di Diamanti, ma è in fuorigioco e l’arbitro Bergonzi annulla, poi la ‘formica atomicà concede il bis, sparacchiando addosso a Curci una buona palla a due passi dalla porta bolognese.

Ai punti, la gara pende verso la Juve. Che non si danna troppo, controlla il gioco e assesta pure la zampata vincente: Marchisio fa filtrare in area, Vucinic aggancia, circumnaviga Naldo e infila Curci sotto le gambe. Da lì in poi, la sfida, si mette ancora più in discesa per i bianconeri: Vidal spara ancora una volta sopra la traversa prima che Marchisio suggelli il vantaggio al termine di un triangolo ‘da sballò, con Vucinic.

Passata indenne Bologna, ora la Juve può mettersi a pensare a Inter e Bayern Monaco. Con la prima c’è da vendicare la sconfitta allo Juventus Stadium, con la seconda alimentare il sogno di una accoppiata storica: scudetto e Champions League.

Finisce 3-1 Catania-Udinese,il primo anticipo della 29esima giornata del campionato di Serie A. A decidere il match giocato allo stadio Massimino le reti nella ripresa per gli etnei di Gomez al 49′ e al 67′, e il gol su punizione di Lodi al 71′. Per l’Udinese rete di Muriel all’81’.

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