Esteri

Il cardinale O’Brien confessa: “Mi scuso per la mia condotta sessuale”

 EDIMBURGO. “Ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è stata sotto gli standard a me richiesti in quanto sacerdote, arcivescovo e cardinale”.

Lo ha ammesso il cardinale britannico Keith O’Brien, dimessosi il 25 febbraio scorso dopo una lunga serie di polemiche sugli “atti inappropriati” compiti nell’arco di 30 anni nei confronti di quattro sacerdoti.

“Negli ultimi giorni accuse nei miei confronti sono state rese pubbliche. In un primo momento, la loro natura non specifica e di anonimità mi ha indotto a contestarle. – si legge nel comunicato di O’Brien diffuso attraverso la chiesa cattolica scozzese – Tuttavia, voglio cogliere questa opportunità per ammettere che ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è caduta al di sotto degli standard da me richiesti, in quanto prete, arcivescovo e Cardinale”. “Porgo le mie scuse e chiedo il perdono a coloro che ho offeso – si legge ancora – chiedo scusa anche alla chiesa cattolica e al popolo di Scozia”.

L’alto prelato cattolico avrebbe dovuto partecipare al Conclave per eleggere il successore di Benedetto XVI. “Non parteciperò”, aveva annunciato O’Brien la scorsa settimana, “non voglio che l’attenzione dei media a Roma si concentri su di me, ma piuttosto su Papa Benedetto XVI e sul suo successore”. “Guardando ai miei anni di ministero, per quanto di buono sono stato in grado di fare, ringrazio Dio. Per i fallimenti, mi scuso con coloro che ho offeso”, ha dichiarato il cardinale.

Noto per la sua intransigenza contro l’omosessualità, l’arcivescovo di St. Andrews e Edimburgo è stato accusato da tre preti e da un ex sacerdote, che hanno riferito di essere stati, a partire dal 1980, oggetto delle sue “avances”. Gli accusatori ne avevano chiesto le immediate dimissioni per impedirgli di partecipare al Conclave, dove, in teoria, avrebbe anche potuto essere eletto al Soglio di Pietro. A quanto emerge, uno dei denuncianti ritiene che O’Brien avesse sviluppato nei suoi confronti un rapporto definito “inappropriato” e che ciò lo abbia costretto ad anni di assistenza psicologica.

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