Campania

Scarichi abusivi nei Regi Lagni: allarme Assobalneari

 CASERTA. E’ allarme ambiente. A lanciarlo è Antonio Cecoro, architetto aversano, responsabile regionale dell’Assobalneari, l’associazione che riunisce i gestori degli stabilimenti balneari presenti sul litorale domizio e nell’intera regione.

In una denuncia trasmessa alle procure della Repubblica di Caserta, Avellino, Benevento e Napoli segnala la presenza di 1619 scarichi abusivi che inquinano le acque dei Regi Lagni sversando nel canale che dovrebbe portare a mare solo acque piovane praticamente di tutto, dai residui delle concerie, alle carogne di animali, al materiale fecale delle bufale, agli scarichi fognari delle tante costruzioni, nate spesso abusivamente, nei 37 comuni e nelle 4 province attraversate dai Regi Lagni.

Tutto questo finisce nel mare, inquinando il mare , la falda acquifera, i campi attraversati dal canale e quindi i prodotti dei campi e i bufali che si alimentano dell’erba dei campi. La cosa incredibile è che l’esistenza degli scarichi abusivi è conosciuta dai vertici della Regione Campania perché nel 2009 l’Arpac ha speso 600 mila euro di denaro pubblico per effettuare il censimento degli scarichi che è pubblicato sul sito www.regilagni.it, così la collocazione degli scarichi è ben individuata e rilevabile.

Naturalmente al censimento doveva seguire l’intervento necessario ad eliminare gli scarichi per impedire il perpetuarsi dell’inquinamento del territorio. Invece, ad oggi, nulla è stato fatto malgrado l’impegno, posto all’epoca, dall’assessore all’ambiente del comune di Castelvolturno considerato capofila per la soluzione del problema. Considerando il danno all’ambiente e all’economia di un territorio che viene alla ribalta delle cronache per fatti criminali cosicché sembra dimenticato quanto a recupero delle tante risorse esistenti l’architetto aversano nella veste istituzionale di responsabile dell’Assobalneari ha ritenuto necessario denunciare alle procure dei quattro province una condizione che mortifica le gente onesta, impedendo la rinascita del territorio.

“Senza l’intervento dello Stato che obblighi chi deve a fare quanto deve non c’è futuro” commenta Cecoro che invita la magistratura “adottare, per le proprie competenze territoriali, ogni azione necessaria al fine di interrompere il perpetuarsi di questi reati, così come censiti e documentati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania”.

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