Campania

19 Marzo, in migliia al corteo in ricordo di Don Diana

 CASERTA. Alle 7.25 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana veniva assassinato nella sagrestia della chiesa di San Nicola di Bari, a Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la santa messa.

Un killer della camorra, armato di pistola, lo avvicinò, esplodendogli contro cinque proiettili: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Don Peppino morì all’istante. Il suo ricordo, ancora oggi, è vivo. Ogni anno, a Casal di Principe, viene celebrata la giornata della memoria in suo onore, per non dimenticare il sacerdote che osò sfidare il clan dei casalesi, promuovendo e facendo sottoscrivere la lettera “Per amore del mio popolo”. Martedì 19 marzo, a Casal di Principe, migliaia di persone si sono riunite per don Peppino.

Il programma è iniziato alle 7.30, con la diretta di di Buongiorno Regione (Rai3) dalla chiesa di San Nicola. Alle 9 raduno allo stadio comunale e al parco Don Diana, con partenza del corteo fino alla chiesa di San Nicola. Alle 10.30 “I giovani si raccontano”, con interventi di giovani e cittadini impegnati nella lotta alle mafie e dei magistrati Raffaello Magi, estensore della sentenza di primo grado del processo “Spartacus”, e Federico Cafiero de Raho, fino a qualche giorno fa capo della Direzione investigativa antimafia di Napoli e ora alla Procura di Reggio Calabria.

 Alle 12, proiezione del video “Il seme caduto in terra è morto ma ha portato molto frutto” realizzato dal giornalista Raffaele Sardo. Alle 14 altra diretta del Tg regionale di Rai3 dalla chiesa di San Nicola. Alle 17, santa messa celebrata dal vescovo Angelo Spinillo, e a seguire convegno con il vescovo di Catanzaro, Vincenzo Bertolone, postulatore della causa di beatificazione di don Pino Puglisi, e il magistrato Donato Ceglie.

Protagonisti gli studenti delle scuole casertane che durante il corteo hanno esposto numerosi striscioni e pronunciato slogan per la legalità e contro le mafie.

Durante la sfilata per le strade cittadine, la madre di don Peppino si è affacciata dal balcone della sua abitazione e ha esposto un foglio con la scritta “Grazie”.

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