Aversa

Falsa telefonata “dall’aldila’”, i coniugi Ciaramella chiedono perizia di parte

 AVERSA. Potrebbe non essere affetto da disturbi neuropsichici riconosciutigli dalla commissione medica dell’Inps che lo ha dichiarato invalido, al punto da assegnargli una specifica indennità l’uomo che il 28 febbraio scorso …

… è stato protagonista, presso la sede distaccata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere di via Corcioni, della terza udienza del processo avviato a suo carico a seguito delle accuse di molestie telefoniche mossegli dai coniugi Ciaramella, da anni alla ricerca della verità sulla morte di figlio Luigi, avvenuta a seguito di un incidente stradale.

Questa l’ipotesi trapelata dalle parole dell’avvocato rappresentante la coppia. Nel maggio 2009, l’uomo aveva lasciato nella segreteria telefonica dei Ciaramella un messaggio in cui, giocando sullo stato emotivo dei coniugi, alterando la voce, rendendola simile a quella del defunto, aveva dato la sensazione di una comunicazione arrivata dall’al di là. La natura del messaggio aveva turbato profondamente la coppia al punto da imporre un sostegno psicologico per superare lo stato depressivo creato dalla tragica morte del figlio.

“Uno scherzo atroce, cattivo e di dubbio gusto che è possibile solo se chi lo architetta e lo mette in atto è sano di mente”, commentarono i coniugi Ciaramella quando fu chiarita l’origine e scoperto l’autore della telefonata. “Uno scherzo che non può non essere sanzionato”, sostengono i Ciaramella, che hanno dato mandato ad un noto specialista romano di verificare la reale attuale esistenza della patologia accertata, a suo tempo, dai sanitari dell’Inps che garantirebbe l’impunità all’uomo malgrado i danni psicologici loro arrecati.

“A nostro parere – commentano i coniugi – elementi che caratterizzano quello che è stato definito uno scherzo, come la preparazione con l’addestramento della voce perché fosse tanto somigliante a quella di nostro figlio da ingannarci, dimostrano una lucidità che non crediamo possa essere presente in chi ha un vizio parziale di mente che lo renderebbe incapace di intendere e di volere, come sostiene la difesa”.

“Per questo abbiamo deciso di affiancare a quello del tribunale un perito di parte”, sottolineano i coniugi Ciaramella, convinti che l’autore della telefonata sappia molte cose sulla morte del loro figlio.

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