Sant’Arpino

Legnante: “Contro di me volantini diffamatori”

Francesco Paolo LegnanteSANT’ARPINO. Quando domenica 3 febbraio, mio malgrado, mi ritrovai menzionato su di un volantino di carattere politico diffuso, in piazza Umberto I, a Sant’Arpino, a firma del movimento “Alleanza Democratica per Sant’Arpino”, …

… mi ripromisi di non rispondere pubblicamente, ma di limitarmi a sporgere querela nei confronti dei firmatari di tale documento. Cosa che ho puntualmente fatto. Purtroppo, domenica 10 febbraio, in un nuovo volantino, sempre a firma del movimento “Alleanza Democratica per Sant’Arpino” mi sono ritrovato nuovamente invischiato nella polemica politica.
Ovviamente sarò, ahimè, costretto a sporgere nuova querela per diffamazione aggravata nei confronti di quanti hanno firmato l’ultimo volantino. In entrambi i casi mi si tira in ballo in polemiche politiche in quanto “compariello” del consigliere Elpidio Iorio e si paventa che quest’ultimo abbia adottato decisioni politiche “in cambio di posti di lavoro (…) al “compariello” Francesco Paolo Legnante (….), casualmente assunti dal prode Capone?” (cit. volantino diffuso domenica 3 febbraio) e “il compariello di Elpidio Iorio, signor Francesco Paolo Legnante è stato assunto ……” (cit. volantino diffuso domenica 10 febbraio).
Lo scrivente non ha mai ricoperto alcun ruolo politico, né tantomeno è stato candidato ad alcuna carica, né ciò rientra nelle sue ambizioni. Sono un libero professionista (avvocato e giornalista pubblicista) che esplica la propria attività professionale a chiunque ne faccia richiesta, a prescindere da qualsivoglia considerazione di carattere politico.
Porto a conoscenza di tutti che non sono dipendente del signor Capone, né di altri, ma fornisco attività di consulenza legale e/o di comunicazione istituzionale a chiunque me ne manifesti la volontà. Trattandosi di rapporti professionali fra privati, per motivi di deontologia, non sono tenuto in alcun modo a fare i nomi dei miei clienti, né autorizzo chiunque a renderli pubblici, per di più in volantini politici.
Per chiarire il concetto a chi non vuol comprendere, o più semplicemente fa finta di non capire, faccio solamente notare che non più tardi dello scorso mese di novembre ho avuto modo di collaborare con l’amministrazione comunale di Sant’Arpino per un’importantissima manifestazione di carattere culturale, dedicata al professor Giuseppe Limone.
In quell’occasione gli amministratori in carica mi chiesero di occuparmi dell’ufficio stampa dell’evento, come è riscontrabile dalle brochure delle due giornate-studio, cosa che svolsi con grande entusiasmo e per la precisione a titolo completamente gratuito.
È cosa risaputa che il sottoscritto sia legato da vincoli di vetusta amicizia con il consigliere Iorio, il quale è anche il mio padrino di cresima. Rapporto amicale che mi lega anche al signor Capone, come del resto a tanti protagonisti della vita pubblica locale.
Mi risultano pressoché incomprensibili questi continui attacchi alla mia persona, non essendo politicamente esposto, fondati pressoché sul nulla, non essendo dipendente di alcuna società, e volti solo a screditare e diffamare la mia persona e la mia professionalità, oltre a quella degli altri soggetti menzionati.
Pur non rientrando nella mia indole mi sono visto costretto a sporgere querela e portare dinanzi all’autorità giudiziaria l’intera vicenda. Per queste ragioni diffido chiunque a citarmi nuovamente in documenti di natura politica, per di più con affermazioni non veritiere e di carattere diffamatorio.
Chiedo a tutti quanti avranno la bontà di pubblicare questa dichiarazione di mettere in calce la mia firma preceduta dall’appellativo signor, così come sono stato indicato nel volantino di domenica 10 Febbraio.
Ringrazio a tal proposito gli estensori di tale documento che, pur potendo indicare lo scrivente con differenti titoli accademici e professionali, hanno usato il termine “signor”, parola che indica uno status personale ben più nobile ed alto evidentemente riconosciuto al sottoscritto anche dai suoi denigratori e di cui non tutti possono farsi vanto.

Francesco Paolo Legnante

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