Sant’Arpino

Elezioni, intervista a Francesco Capone

 SANT’ARPINO. Questa conversazione con il candidato-sindaco di “Sant’Arpino-Libera@Democatica”, Francesco Capone, che sfida il sindaco uscente, Eugenio Di Santo, capita a ridosso del rinvio a giudizio di quest’ultimo per alcuni reati contro la pubblica amministrazione, …

… richiamando l’attenzione di una delle questioni più avvertite dai cittadini e che riguarda il rispetto della legalità nella gestione della cosa pubblica.

A Francesco Capone chiediamo una sua opinione sulla vicenda e in particolare se Eugenio Di Santo non dovrebbe fare un passo indietro, visto che il rinvio a giudizio ha a che fare con aspetti significativi del suo mandato in scadenza?

R. “Desidero innanzitutto dire che sul piano umano non ho alcuna difficoltà ad augurarmi che il sindaco uscente possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestatigli. Ciò detto, desidero aggiungere che a leggere le iniziative e le prese di posizioni delle attuali minoranze emerge una gestione amministrativa della Giunta Di Santo caratterizzata da un costante “vulnus” di leggi, regolamenti e regole”.

Dovrebbe, allora, ritirare la propria candidatura?

R. “Non spetta a me dire cosa è più opportuno fare per Di Santo, posso solo aggiungere che la coalizione in cui ho il piacere e l’onore di riconoscermi porrà al centro del suo programma, insieme alle prioritarie questione dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente, il principio di legalità”.

In che modo?

“L’esplosione del caso Mps a livello nazionale e quello locale, ma estremamente significativo, delle “Cartelle pazze”, che hanno invaso le case dei cittadini di S.Arpino, sono due facce della stessa medaglia e ci inducono ad una riflessione che riguarda la scomparsa di ogni garanzia e controllo nella gestione della “res pubblica”. In particolare sono saltate le garanzie e i controlli all’interno della macchina amministrativa, dove chi dovrebbe tutelare una corretta gestione diventa complice se non artefice delle più spericolate operazioni di sprechi delle risorse pubbliche. E, quindi, noi appena eletti, partiremo proprio da qui”.

Il potenziamento dei controlli interni?

R. “Esattamente! Infatti, se saltano garanzie e controlli interni vengono meno due dei pilastri del principio di legalità. Diventa, allora, facile e naturale, per chi ha responsabilità di gestire il bene comune, sperimentare e portare avanti iniziative che apparentemente di interesse pubblico sono delle vere e proprie operazioni di potere per il potere”.

Perché, secondo lei, accade tutto questo?

R. “Perché quella che doveva essere la diga contro ogni tentazione di utilizzare le risorse pubbliche per fini inconfessabili è anch’essa completamente saltata. E mi riferisco al pilastro della riforma della pubblica amministrazione e cioè la distinzione, non separazione come molti, sbagliando, dicono, fra indirizzo, controllo e gestione”.

Sarà, allora, un punto qualificante del suo mandato?

R. “Una delle sfide che mi impegno a portare avanti per garantire il pieno rispetto del principio di legalità sarà quello di fare chiarezza in tale delicata e importante materia. Infatti, ancora oggi continua il tormentone sulle facoltà attribuibili, e sulle reali competenze, i ruoli e le funzioni, al Sindaco, alla Giunta, al Consiglio e ai Dirigenti”.

Anche qui, ci può far un esempio?

R.”Un caso eclatante si è consumato in questi giorni sotto i nostri occhi con la mancata iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di una importante proposta deliberativa dei Consiglieri di minoranza che tendeva a fare chiarezza nel caos degli accertamenti tributari e tutelare gli interessi dei cittadini. Ma proprio in questa fase così difficile si è utilizzata, strumentalmente e interpretando in modo sbagliato le competenze, una norma di legge chiarissima per impedire l’approvazione di un atto deliberativo che avrebbe consentito di fare luce sulle operazioni delle “Cartelle pazze”!”.

Ma ora è stato convocato un altro Consiglio per discutere della proposta dei consiglieri di minoranza?

R. “Si e grazie alla battaglia portata avanti per affermare il principio di legalità. Sulla base di tale convinzione e consapevole del ruolo centrale che può assumere il rispetto del principio di legalità nell’amministrare un Ente locale, e tenuto conto di quanto sostenuto di recente dalla stampa specializzata, mi sono ancora di più rafforzato nella convinzione “dell’alta valenza sociale che riveste nell’ “azienda ente locale” il raggiungimento degli obiettivi e la produzione di risultati soddisfacenti per la cittadinanza amministrata, ci si rende ben conto dell’assoluto vantaggio che si può avere dall’utilizzo di metodologie e strumenti tecnico-normativi all’avanguardia”.

Quindi, un intervento anche sulla riorganizzazione della macchina burocratica?

R. “Si! Un’amministrazione sarà innovativa e vincente, se la gestione delle risorse umane attraverso processi di valorizzazione, razionalizzazione, organizzazione e incentivazione, può consentire all’amministratore dell’Ente Locale di contare su una “squadra vincente””.

Un appello ai cittadini ed lettori di S.Arpino?

R. “Desidero dire ai miei concittadini che il patto che intendo stringere con loro è quello di impegnarci insieme per costruire la “Casa Comune”, dove legalità, democrazia, partecipazione e trasparenza non siano solo parole vuote, ma coerente e partecipata testimonianza di un comune e condiviso lavoro”.

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