Santa Maria C. V. - San Tammaro

Determine dei servizi sociali, Di Muro: “Polemica di cattivo gusto”

Biagio Di Muro SANTA MARIA CV. Il sindaco Biagio Di Muro interviene a proposito delle voci relative a determinazioni del dirigente dei servizi sociali, nelle quali – ben poco “misteriosamente” – non sono indicati i beneficiari.

“Ancora una volta – afferma il sindaco – ci si ritrova a dover commentare ‘bufale’ malevole, senza alcun rispetto della verità dei fatti. Nel caso in questione, si tratta di tre determinazioni del dirigente dei servizi sociali catalogate, non so se per malafede o per non scusabile ignoranza, come ‘pioggia di quattrini su beneficiari anonimi’. Il propalatore di siffatte castronerie ignora, o finge capziosamente di ignorare, che si tratta di meri atti tecnici per la conservazione dei residui di bilancio. Nessuna somma è uscita dalle casse del Comune in conseguenza delle determinazioni in oggetto”.

“La mancata indicazione dei beneficiari, pertanto, – spiega Di Muro – deriva esclusivamente da una verità oggettiva: non ci sono beneficiari, nessun cittadino ha incassato un solo euro. Quelle determine sono meri atti di conservazione al bilancio di somme non spese nell’anno precedente, al fine di tenerle disponibili per quando saranno necessarie e per quando saranno concretamente individuati i beneficiari. E’ in sostanza un atto d’obbligo di corretta gestione amministrativa. Stupisce, inoltre, che tale malevola attenzione non sia dedicata ai tanti Comuni e ai tanti enti che evidentemente hanno strumenti e capacità per evitarsi la noia di dover rispondere persino alle fandonie più evidenti”.

“Il Comune di Santa Maria Capua Vetere, di sicuro, – conclude il sindaco – non ha iscritto a bilancio somme per ‘addolcire’ i commenti diffusi in rete. Faccio notare, ma solo come considerazione a margine, che è vergognosa (e la dice lunga sulla levatura morale del conclamato diffamatore) una polemica su minori ospitati in case albergo o su anziani impegnati in attività sociali o su cittadini bisognosi di assistenza socio-sanitaria e di terapie riabilitative. Seppure fosse stata secretata l’identità di tali soggetti – e non lo è stata, giacché nessuno ha incassato alcunché – un minimo di buonsenso avrebbe spinto anche un bambino a comprendere che non è proprio il caso di imbastire polemiche di cattivo gusto e di infimo livello sulle disgrazie della gente”.

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