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Capodrise, short list per politiche comunitarie e fondi strutturali

 CAPODRISE. Molti fondi comunitari banditi dalla Regione tornano indietro perché non vengono spesi. Per far fronte a tale esigenza l’Amministrazione Comunale di Capodrise si dota di un nuovo strumento al fine di dare attuazione alle politiche di coesione comunitarie.

Dopo la costituzione dell’Ufficio Europa, la Giunta guidata dal sindaco Angelo Crescente, su proposta del vicesindaco e assessore alle finanze, politiche comunitarie e fondi strutturali, Sossio Colella (nella foto), ha approvato una delibera di indirizzo con cui si dà mandato alla dirigente, Guido, di provvedere alla costituzione di una Short List di esperti in materia di euro progettazione in grado di reperire ed individuare fondi strutturali e comunitari in diversi settori.

Dalla delibera di indirizzo risulta che “la ricerca dei fondi strutturali e l’attuazione della politica di coesione territoriale proposta dall’Unione Europea presuppongono competenze e conoscenze tali da rendere effettiva la politica comunitaria, in particolare nei territori indicati nell’Obiettivo 1 della Comunità Europea come previsto dalla Programmazione 2007-2013; che la Commissione Europea ha approvato il 6 ottobre 2011 un pacchetto legislativo relativo alla politica di coesione per il periodo 2014-2020 concernente il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), il Fondo sociale europeo (Fse), il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp)”.

Dunque, una volta pubblicato l’avviso, potranno iscriversi alla short list esperti aventi diploma di laurea in materie economiche, giuridiche, tecniche, urbanistiche e titoli equipollenti. Pertanto, con tale strumento tutti i professionisti locali e non solo, iscritti nella short list, potranno collaborare con l’Amministrazione comunale nella richiesta di fondi strutturali finalizzati all’attuazione di progetti finanziati dall’Ue ed il loro compenso professionale sarà vincolato all’ottenimento del fondo.

“Si tratta di un innovativo strumento adottato già da molte realtà – spiega Colella – con il quale si dà un impulso effettivo alla ricerca dei fondi strutturali. Molti finanziamenti dell’Unione ritornano indietro per incapacità degli Enti di proporre progetti credibili. Il meridione d’Italia, sebbene sia destinatario di molti fondi Ue, di cui all’Obiettivo1 della Comunità, non vengono spesi per assenza di competenze ed esperti che redigono proposte progettuali. Basti pensare che qualche settimana fa l’Italia ha restituito all’Unione Europea, perché non spesi, 33 milioni di euro destinati già alcuni anni fa al programma attrattori culturali. A ciò va posto un rimedio non solo in questa programmazione 2007-2013, ma anche nella prossima 2014-2020”.

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