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Rapina Hamsik: individuati cinque uomini

Marek HamsikNAPOLI. Novità importanti sulla rapina al giocatore del Napoli Marek Hamsik: identificati cinque uomini. Al centrocampista slovacco è stato sferrato un pugno in pieno viso.

Chiarificatrici sarebbero state le immagini riprese dalle telecamere delle videosorveglianza che avrebbero individuato cinque uomini e non solo due, come era stato riferito all’inizio. Il calciatore prima di venire bloccato dai rapinatori è stato affiancato sulla rampa della tangenziale da due persone in sella a uno scooter che guardano in auto e sembrano riconoscerlo: uno lo saluta agitando il braccio ed è questo probabilmente il segno convenzionale ai tre complici che aspettano di entrare in azione alcune decine di metri più avanti.

L’esame delle riprese della videosorveglianza stanno offrendo spunti significativi, rafforzando l’ipotesi di una aggressione premeditata dal significato intimidatorio, agli investigatori che indagano sulla rapina ai danni di Marek Hamsik, avvenuta domenica dopo la partita Napoli-Samp a poca distanza dallo stadio San Paolo. Se l’interpretazione da parte degli investigatori delle sequenze si dimostrasse esatta, infatti, saremmo di fronte a una rapina messa in atto da ben cinque rapinatori (i due complici sullo scooter e i tre in moto entrati in scena successivamente). Un numero però eccessivo per gli inquirenti dato il bottino pure di una certa consistenza come è il Rolex sottratto al calciatore del Napoli.

Ma alla pista di una presunta intimidazione – che avrebbe come obiettivo il solo calciatore, oppure più plausibilmente la squadra e la società – si aggiunge un altro elemento, confermato dallo stesso Hamsik ai magistrati (il pool che si occupa dei “reati da stadio”, composto dai pm Ardituro, Capuano, De Simone e Ranieri e coordinato dal procuratore aggiunto Melillo). Ciò che non convince è l’aggressività in cui è stata eseguita la rapina, sfociata poi nella violenza. Dopo aver rotto un vetro della Bmw con il calcio della pistola, uno ha colpito con un pugno al volto il calciatore che aveva ormai consegnato l’orologio senza opporre resistenza (quando ieri è comparso davanti ai pm il centrocampista slovacco portava ancora sul naso e la guancia lievi segni di contusione).

Anche in questo caso un comportamento “anomalo” che in qualche modo contribuisce ad alimentare i dubbi che la finalità dell’aggressione fosse esclusivamente di impossessarsi del costoso Rolex. Le indagini in questa fase sono comunque concentrate sulle “risposte” che potranno fornire i filmati delle videocamere collocate sul breve tratto che separa lo stadio San Paolo dall’imbocco della tangenziale di via Cinthia. Finora si è focalizzata l’attenzione sui presunti complici in sella allo scooter. Se si riuscisse a recuperare il numero di la targa si potrebbe almeno definire l’ambito criminale di provenienza.

Mancano riprese dell’aggressione da parte dei tre banditi consumata poche decine di metri oltre. Gli investigatori della Digos e i pm della procura confidano in un esito positivo dell’indagine che stabilirà se si è trattato di un episodio attribuibile alla delinquenza comune, come tanti simili che avvengono quotidianamente in città, oppure un’aggressione di valore intimidatorio attuata dalla criminalità o da un commando di un gruppo ultrà.

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