Aversa

Ippodromo, protestano gli operatori del settore

 AVERSA. Mercoledì,all’ippodromo diAversa si è tenuta la manifestazione di protesta delle categorie ippiche. Sono otto mesi che l’ippica non prende i soldi dovuti dallo Stato.

“Tutto il settore – ha dichiarato l’onorevole Paolo Santulli – è alla ‘canna del gas’, circa 50.000 famiglie in Italia sono ridotte allo stremo. Molti del settore hanno proprio difficoltà a mangiare, i cavalli hanno già smesso, stanno provando ad imparare a vivere solo di acqua”. Il bilancio Statale dell’ippica, che fa introitare al governo tutti i proventi delle scommesse e dei vari derivati, ammonta a 240 milioni annui, di cui solo 115 milioni vanno, quali montepremi corse, alla filiera ippica, proprietari, quidatori, allenatori ecc.. 62 milioni vanno agli ippodromi e 63 milioni vanno all’Ente gestore, ex Unire.

“Dal mese di giugno – continua Santulli – non sono erogate le spettanze per questioni burocratiche i bilanci consuntivi dell’Ente gestore sono in attesa di essere approvati dalla Corte dei Conti. Il ministro Catania, del Governo Monti, non ha proprio capito i bisogni ed il valore del settore ippico, rinviando la soluzione del problema. Dopo vari incontri con le categorie il suo sottosegretario Ceriani ha promesso, nell’immediato un anticipo di 30 milioni, ad evitare la morte del settore. Però anche questo impegno assunto è stato al momento disatteso”.

In chiusura Santulli evidenzia di aver coinvolto Casini che sabato ad Aversa ha promesso il suo interessamento immediato delegando il presidente Zinzi a fare da tramite. Oggi, a Caserta, presso la Provincia, si terrà un tavolo con i rappresentanti delle categorie, accompagnati dallo stesso Santulli, per indicare le emergenze improcrastinabili e le soluzioni che Monti ed il suo Governo dovranno dare nei prossimi giorni.

DI SEGUITO IL COMUNICATO DEGLI IMPRENDITORI DELL’IPPICA

Il futuro delle corse dei cavalli in Italia, forte settore economico che permette il sostentamento di migliaia di famiglie direttamente e con l’indotto, è oggi messo in gravissimo pericolo dalla grave crisi economica, dalla sottrazione di risorse dovuta agli effetti della liberalizzazione del mercato dei giochi e dalla gestione ministeriale del settore, rivelatasi inadeguata a condurre il settore e incapace di attuare le riforme necessarie a rispondere alle mutate condizioni di mercato.

In Italia si svolgono ogni anno circa 15.000 corse di cavalli su oltre 40 Ippodromi, con migliaia di allevamenti e centri di allenamento coinvolti, mantenendo viva l’occupazione di vaste zone rurali altrimenti abbandonate.

La scommesse sulle corse dei cavalli in Italia generavano un fatturato annuo di oltre 3,5 miliardi di euro, consentendo l’autonomia economica del settore ed oltre 1/2 miliardo di entrate per lo Stato. Con la liberalizzazione delle scommesse e degli altri giochi, e senza aver previsto nessuna tutela per l’ippica, si è minato alla base un intero settore e la sua filiera, come ben dimostrato dalla chiusura, nell’ultimo mese, degli Ippodromi di Milano, Roma e Napoli.

Dal momento che avete chiesto di candidarvi alla guida del futuro Governo nazionale, è importante che tutti i soggetti coinvolti nel comparto ippico italiano, e anche gli appassionati che hanno scommesso regolarmente od anche occasionalmente sulle corse dei cavalli, conoscano qual è la vostra posizione sui seguenti punti:

  1. La precedente legislatura stava approvando in Commissione Agricoltura della Camera una riforma del settore ippico che prevede la sostanziale gestione diretta da parte delle categorie ippiche del mondo delle corse, lasciando al MIPAAF i soli compiti di controllo. Visto che tale soluzione è ritenuta indispensabile dagli Imprenditori Ippici Italiani, Vi impegnate ad approvare in tempi strettissimi la riforma del settore prima che lo stesso muoia definitivamente ?

  2. L’intero settore è attualmente strangolato dalla mancanza di liquidità, visto che lo Stato, colpevolmente, è in ritardo con il pagamento dei premi (che di regola avveniva mensilmente), fermo al mese di giugno 2012. Cosa intendete fare per tamponare con urgenza la mancanza di liquidità e perché in futuro ci sia certezza sui tempi di pagamento dei premi ?

  3. Ci viene chiesto di non contare più sui contributi pubblici e di tornare ad essere economicamente autosufficienti, e siamo disposti ad accettare la sfida. Ma la scommessa ippica è stata danneggiata a vantaggio di altri giochi e scommesse, e gli operatori ippici non hanno più il controllo del prodotto commerciale con il quale si dovrebbero autofinanziare. Ritenete di svincolare la scommessa ippica dal controllo pubblico e riconsegnarne la gestione alle categorie ippiche ?

  4. L’allevamento, e con esso anche i tanti centri di allenamento, hanno una valenza prettamente agricola per le caratteristiche sia territoriali che occupazionali. Ed oggi entrambi sono privi di qualsiasi sostegno economico o tutela fiscale, al contrario di tutte le altre attività agricole esistenti in Italia. Anzi, con l’inserimento dei cavalli nel redditometro si è dato un ulteriore colpo alla possibilità di commercializzazione di prodotti dell’Allevamento Italiano. Ritenete di intervenire per recuperare tale situazione ?

Siate certi che le vostre risposte saranno attentamente valutate da tutti gli Imprenditori Ippici Italiani, così come manifesteremo pubblicamente l’apprezzamento o meno su quanto ci andrete a rispondere, in modo che tutti gli operatori abbiano gli elementi per svolgere al meglio il loro diritto/dovere di voto.

Vogliate gradire il nostro più sincero augurio affinché coloro che saranno chiamati alla guida del paese lo sappiano fare nel migliore dei modi, nell’interesse dell’Italia tutta e nello specifico di tutta l’ippica italiana.

Imprenditori Ippici Italiani

Galoppo e Trotto

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