Aversa

Clan dei Camorristi, la denuncia della Confesercenti

 AVERSA. “Chi vuoi che venga da noi dopo aver visto quello sceneggiato? Chi avrà il coraggio di prenotare una stanza? Il problema non è solo di Aversa e del suo Agro, ma dell’intera provincia di Caserta.

Come possiamo permetterci, ad esempio, di andare alla Bit (Borsa Italiana del Turismo) di Milano per promuovere questa territorio e i suoi prodotti, se, poi, per televisione ci fanno passare tutti per camorristi?”.

Maurizio Pollini, aversano, presidente provinciale della Confesercenti dice la sua sulla fiction in programmazione su Canale 5, “Il clan dei camorristi” ambientata in un comune non tanto di fantasia considerato che è stato chiamato Castello di Aversa e il quotidiano di riferimento “L’Aversano”, mentre la piazza di spaccio degli stupefacenti vede come location direttamente Baia Domizia con il suo nome.

“Qualche giorno fa – ha continuato Pollini – abbiamo riunito numerosi giornalisti non solo italiani, ma europei, per far passare un messaggio positivo della nostra provincia dove esiste una realtà imprenditoriale viva, composta da cinquecento imprese che lottano per la ripresa economica, tanto che nel 2012 il rapporto tra imprese chiuse e aperte ha presentato un saldo positivo di 700 in più rispetto al 2011. Ed in questo senso il punto partenza è far conoscere questo territorio in Italia e all’estero per le eccellenze di arte, cultura e impresa, per i quaranta chilometri di costa. La nostra idea è quella di candidare Caserta quale provincia del turismo nel Mezzogiorno”.

A fronte di questi sforzi, per l’imprenditore aversano, si registra questo sceneggiato che “mostra le solite terre inquinate, di conseguenza prodotti agroalimentari di dubbia qualità e tanta illegalità. In questo modo si vanifica il nostro impegno a cercare di migliorare. Perché, oltre a raccontare l’ascesa della camorra in provincia di Caserta,non si da spazio alle lotte per la legalità che tantissime associazioni attuano, ai miglioramenti, agli imprenditori che denunziano, all’ambiente naturale e ai paesaggi dell’alto casertano, alla cultura e all’arte nella parte sud della provincia, al litorale. Sappiamo che abbiamo bisogno di migliorare, ma cerchiamo valorizzare quello che c’è. Da qui l’appello agli autori della fiction a venire in provincia e girare scene nella Reggia, a San Leucio, ad Aversa, città delle cento chiese”.

“Oltre ad aver dato mandato ai nostri legali per capire – ha concluso Pollini – se ci sono margini per contrastare la continuazione della messa in onda del programma o per la richiesta di eventuali danni non solo di immagini per le aziende del territorio, abbiamo scritto una lettera al presidente dell’amministrazione provinciale Domenico Zinzi affinché intervenga per sinergia con Regione e il sindaco di Caserta (a nome di tutti i colleghi) per un percorso unitario che abbia come obiettivo portare alla ribalta le realtà positive, e sono tante, di questa martoriata provincia”.

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