Aversa

Chiesa evangelica, Villano: “Utilizzarla come Casa delle Associazioni”

 AVERSA. Dare vita alla Casa delle Associazioni, della Musica e dell’Arte in quella fu la prima Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Aversa.

A chiederlo, attraverso una mozione da discutere in consiglio comunale il capogruppo consiliare del Pd Marco Villano. Quasi 30 anni fa, nel settembre del 1984, i rappresentanti della Chiesa Cristiana Evangelica ottennero dal comune, in virtù di una apposita convenzione, un vasto suolo in pieno centro cittadino, in via Pirandello, impegnandosi installare una tenda pressostatica da adibire a locale di culto. Cosa che all’epoca fu fatta. Successivamente, i Cristiani Evangelici hanno trovato una nuova e più idonea sistemazione al Ponte Mezzotta, a confine con Giugliano in Campania e Sant’Antimo, non utilizzando più la precedente tensostruttura con alcuni locali annessi.

Villano evidenzia che la convenzione prevedeva una durata di anni nove rinnovabili, ma non in maniera automatica e che, ove anche fosse in qualche modo deducibile dal testo o dall’interpretazione dell’atto di cessione la possibilità di automatico rinnovo, l’Associazione in questione non esercita da tempo alcuna attività di culto, ragion per cui è da ritenere esaurita la sua efficacia.

Partendo da queste considerazioni, l’esponente democratico chiede al consiglio comunale di impegnarsi “a deliberare sulla possibilità di adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni al fine di riacquisire la piena disponibilità del suolo, restituendo così alla città uno spazio potenzialmente aggregativo ed utile alla collettività”.

Nello specifico, Villano chiede al Consiglio di valutare “la possibilità che la struttura venga utilizzata come Casa delle Associazioni, della Musica e dell’Arte. In particolare, potrebbe essere utilizzata in parte, e vista la quasi totale assenza di strutture del genere nel territorio comunale (pare ne esistano solo 2), a sala di registrazione; per la restante parte, quale galleria d’arte permanente per artisti.

“E’ inteso – afferma Villano – che gli spazi destinati a suddette attività saranno concessi a titolo gratuito, su insindacabile giudizio delle autorità locali competenti e previa fissazione dei criteri da adottare nella scelta dei soggetti pubblici e/o privati gestori e/o fruitori degli spazi stessi”. “Essendo pacifico che il territorio comunale, ad oggi, non sia dotato di siffatti spazi di aggregazione e cultura, – conclude – si ritiene assolutamente necessario provvedere, attraverso l’utilizzo e la riqualificazione degli spazi pubblici esistenti, a recuperare quanto potenzialmente fruibile dalla collettività ma ad oggi risultante abbandonato”.

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