Sant’Arpino

Violenza familiare, appello di Cittadinanzattiva

 SANT’ARPINO. Un tipico caso di violenza familiare, aggravato dalla sottrazione della figlia minore alla madre cui è impedito qualsiasi contatto con la piccola da diverso tempo.

Il fatto si è verificato a Sant’Arpino ed ha provocato l’intervento fermo e deciso di Cittadinanza attiva, che ha nell’attivissima Agata Avvedimento il suo punto di forza, che ha provveduto a denunciare l’accaduto a tutte le autorità competenti, in primis i servizi sociali comunali, tuttavia senza ottenere risposte adeguate alla gravità del caso. “Al mio ‘Non permettetevi!’ balza dalla sedia la dirigente dei servizi sociali del comune di S.Arpino e tronca di scatto il colloquio che dura da un’ora”.

Inizia cosi il racconto di Agata Avvedimento che descrive le varie fasi del percorso portato avanti”.“Un colloquio che non è diventato, nonostante le buone intenzioni, dialogo. Gli ipocriti iniziali pronunciamenti di collaborazione sono diventati ben presto puntualizzazioni precise e pungenti di ruoli, di funzioni e di compiti esplicitati con arroganza ed in difesa di posizioni non sempre trasparenti ed adeguate alla drammaticità del caso…Evidenziamo ritardi che possono trasformarsi in colpevoli omissioni e inadempienze che aggravano lo stato di violenza subita, suggerendo soluzioni e provvedimenti non improntati ad un buonismo di facciata ma volti alla tutela delle vere vittime della violenza familiare che dura da mesi:la giovane mamma e la figlia di 5 anni.

Rosaria è una giovane mamma di S. Arpino.L’abbiamo incontrata al Pronto soccorso dell’ospedale di Aversa dove si è recata per lesioni …ha chiesto aiuto, sostegno e tutela allo sportello antiviolenza attivato dal Tribunale del malato presso l’ospedale. Abbiamo attivato, con tempestività, visto che la donna è stata letteralmente cacciata di casa senza cibo né vestiti né soldi dal marito che si è barricato in casa con la figlia, la rete di accoglienza dei centri antiviolenza ed i servizi sociali del comune di S.Arpino. Contemporaneamente sono state attivate le procedure legali per la separazione ed è stata presentata denuncia – querela di sequestro per la sottrazione del minore da parte del marito.

Resta il fatto che dall’8 gennaio scorso Rosaria non vede la figlia. La bambina non va a scuola: le vacanze natalizie si stanno prolungando più del dovuto …sembra, come si evince da un certificato medico presentato agli assistenti sociali che la piccola sia raffreddata e…la mamma lo ha saputo, per via informale. L’angoscia e la disperazione rischiano di trasformarsi in tragedia e mentre le assistenti sociali , dopo16 giorni, stanno ancora valutando, ogni attimo diventa un secolo per chi soffre!

Eppure tutti sanno tutto: lo sanno i Carabinieri della locale stazione, intervenuti più volte a dirimere i conflitti familiari. Ne sono a conoscenza l’amministrazione comunale, il Codi, la Caritas, l’istituzione scolastica ed il centro antiviolenza: “Noi voci di donna”. Il comune di S. Arpino è un paese ricco di iniziative lodevoli e di attività progettuali innovative. E’ un fiorire di gruppi e di associazioni impegnate nella tutela dei diritti :a tutti chiediamo di impegnarsi perché si ponga fine alla violenza subita di una mamma “viva “ e presente cui viene di fatto negato il diritto alla genitorialità e di una bambina che non può ,nonostante i giocattoli ed i regali, essere serena e felice lontano dalla mamma. E’ una violenza che si consuma, ancora una volta ed in maniera subdola, sulla pelle dei più deboli. Scrisse tempo fa A.Sofri: La terza guerra mondiale è già in atto e il campo di battaglia è il corpo delle donne. Facciamo un appello: Non permettetelo!”.

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