Sant’Arpino

Liceo Scientifico, continua la protesta degli alunni

 SANT’ARPINO. Non si ferma la protesta degli alunni della sede distaccata del Liceo Scientifico “Fermi” di Sant’Arpino in seguito al provvedimento di dimensionamento scolastico che prevede l’annessione della sezione con il Liceo “Siani”.

Ieri mattina infatti una delegazione delle classi insieme ad alcuni genitori, al sindaco Eugenio Di Santo e all’assessore Gianluca Fioratti si sono recati presso la sede dell’ufficio scolastico regionale di Napoli. Lì, il rappresentante degli studenti Mario Chiariello, è stato accolto dal direttore generale dell’ufficio, Diego Bouchè, che ha ribadito il fatto che si tratta di un provvedimento in attesa di approvazione da dieci anni e che se venisse definitivamente accettato anche dalla Regione non resterebbe che fare ricorso al Tar.

“Ringraziamo il sindaco Di Santo e l’amministrazione comunale – dichiara il rappresentante degli studenti Chiariello – per aver messo a nostra disposizione il pullman che ci ha portati fino a Napoli e per essere al nostro fianco sempre, pronti al dialogo e al confronto nell’interesse di noi studenti. Grazie a loro continueremo a lottare con tutti i mezzi disponibili affinchè i nostri diritti vengano rispettati e tutelati”.

“Dopo la protesta di questa mattina– dichiarano il sindaco Di Santo e l’assessore Fioratti – siamo pronti a fare ricorso al Tar se il provvedimento venisse approvato anche dalla Regione. Non ci fermeremo di fronte a niente affinchè i diritti dei nostri ragazzi vengano messi al primo posto. Ci teniamo a precisare che non si tratta assolutamente di una questione di pregiudizio nei confronti del Liceo Siani, ugualmente prestigioso al pari del Fermi, ma semplicemente di garantire il diritto di scelta a questi ragazzi, soprattutto a quelli che sono ormai vicini alla maturità. E’ per questo che abbiamo deciso di lottare con loro fino alla fine”.

E quella di Sant’Arpino non è una protesta isolata. Anche i consiglieri provinciali della Pdl (Nicola Garofalo, Domenico Sortino, Antonio Magliulo, Filippo Mazzarella, Gennaro Caserta, Giovanni Schiappa e il presidente del consiglio provinciale Giancarlo Della Cioppa) infatti in un documento del 15 gennaio scorso si sono opposti al provvedimento. Una protesta diffusa, dunque, dovuta soprattutto al fatto che nessuno dei consiglieri provinciali era stato informato prima.

“In merito a quanto affermato dall’opposizione sulla vicenda – continuano Di Santo e Fioratti – ci sono alcuni punti che bisogna necessariamente precisare. Innanzitutto ci chiediamo come mai gli stessi che si erano opposti alla realizzazione della sezione distaccata del Liceo Scientifico nel nostro comune, proponendo che la sede venisse utilizzata per altri fini, oggi sono dall’altra parte e lo definiscono un baluardo di cultura e di formazione invocando addirittura un consiglio comunale sull’argomento. Ma per fare cosa? Non c’è certo bisogno di un consiglio comunale che servirebbe a chi si limita solo alle parole soltanto per mettersi in mostra. Noi vogliamo i fatti e non le parole e per questo stiamo lottando al fianco dei ragazzi fin dall’inizio. E poi prima di affermare che il Liceo sarà chiuso diffondendo notizie false ancora una volta (dopo la vicenda della corrente elettrica nella sede del Co.D.I. e quella dei 6×3, solo per fare qualche esempio) consigliamo all’opposizione di informarsi per evitare di parlare a vanvera e collezionare brutte figure”.

“Per concludere – continua Di Santo – voglio precisare che in qualità di consigliere provinciale mi sono più volte opposto a provvedimenti in nome della coerenza del mio operato. Basta ricordare il rifiuto di entrare a far parte dell’Ambito Sud in merito alla raccolta differenziata e all’aumento della tassa dei rifiuti voluta dalla Provincia. Mi sono sempre battuto solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini di Sant’Arpino e ci vuole coraggio a farlo molto più di chi, solo in cambio di favori o di un posto di lavoro, è disposto a passare da una parte all’altra e a dire sempre si a testa bassa”.

“Ho già fissato un appuntamento – conclude – anche con l’assessore regionale Caterina Miraglia perché anche questa volta continuerò la mia lotta contro questo provvedimento affinchè il bene dei nostri ragazzi venga sempre prima di tutto”.

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