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Montalcini, l’ultimo saluto a Torino

Rita Levi MontalciniTORINO. Mercoledì 2 gennaio, alle 15.30, i funerali in forma pubblica di Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina, presso il Cimitero monumentale di Torino.

La cerimonia al Tempio Crematorio alla presenza anche della Comunità Ebraica, della Città di Torino, rappresentata dal vicesindaco Tom Dealessandri. La cremazione è prevista giovedì mattina, poi l’urna sarà conservata nella tomba di famiglia.

“Il funerale – spiega Piera Levi Montalcini, consigliere comunale a Torino nel gruppo di maggioranza dei Moderati – è un momento di saluto e noi abbiamo voluto permettere a chiunque lo desideri di salutare la zia. In tanti le hanno voluto bene. È importante che venga ricordata e che vengano ricordati i suoi insegnamenti. Ma sarebbe bene anche cercare di applicare i suoi insegnamenti. Noi, in futuro, ci impegneremo per favorire tutto questo”.

Rita Levi Montalcini riposa così, a Torino, la città che le diede i natali 103 anni fa. La salma del premio Nobel ieri è stata accolta da un’austera cerimonia privata, alla presenza di Piera Levi Montalcini, la nipote, i familiari più stretti e gli esponenti della comunità ebraica cittadina a cominciare dal presidente, Beppe Segre. Il rabbino Avraam De Wolf ha letto salmi di Davide e, come vuole la tradizione, ha pronunciato una breve orazione in memoria della senatrice a vita, mettendone in risalto le buone qualità e sottolineando la gravità della perdita.

La Comunità Ebraica di Roma, intanto,ha avviato la procedura formale per intitolare l’Ospedale Israelitico di Roma a Rita Levi Montalcini. Lo annuncia il presidente della Cer, Riccardo Pacifici. “Dopo aver sentito il parere dei familiari del Premio Nobel per la Medicina, scomparso l’altro ieri all’età di 103 anni, e aver avuto l’approvazione del Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, e del Presidente dell’Ospedale Israelitico, Bruno Piperno, inizia l’iter che porterà da qui a pochi mesi a intitolare una delle migliori strutture della Sanità del Lazio a Rita Levi di Montalcini. – spiega Pacifici in una nota – Sarà per noi motivo di orgoglio poter onorare il nome di una donna che ha scritto un importante pezzo di Storia della Scienza, dedicandole l’unico ospedale israelitico di tutta Europa”.

L’Ospedale Israelitico, che ora ha sede alla Magliana, mentre la struttura originaria nel centro di Roma sull’Isola Tiberina ospita la sede amministrativa e uno dei poliambulatori, è tra le eccellenze del sistema sanitario laziale. Tra i suoi reparti specializzati spiccano quelli di Geriatria, Ortopedia, Oncologia e Cardiologia. La struttura è, inoltre, il primo Day Hospital medico/chirurgico del Centro Italia. Una prima Opera Pia Ebraica nasce a Roma nel 1600 con lo scopo di provvedere un minimo di assistenza sanitaria alla popolazione israelitica romana, privata, dalle norme sulla reclusione nel ghetto, dell’accesso agli ospedali di allora.

L’Opera, nella sua forma di assistenza prevalentemente domiciliare, durerà fino al 1884, quando dopo la unificazione di Roma allo Stato Italiano, l’amministrazione comunale, considerata anche la vicinanza dell’Isola Tiberina al vecchio Ghetto, ed in seguito alla morte di un correligionario che, colto da malore, non venne accolto dagli ospedali pubblici, decise di dare in concessione alla Comunità Ebraica per un Ospedale, il vecchio Convento vicino alla Chiesa di San Bartolomeo. L’atto costitutivo ufficiale per Regio Decreto dell’Ospedale e del Ricovero per Anziani Poveri ed Invalidi (Ripi) è del 1911. L’Ospedale Israelitico, convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale, nel 1970 inaugura una nuova sede nei pressi del quartiere della Magliana, acquisendo una struttura edilizia adeguata ove ospitare un consistente numero di posti letto.

Anche l’Università di Urbino ricorda Rita Levi Montalcini, alla quale il 31 maggio 1990, in una fase di difficoltà dell’allora Libera Università che Carlo Bo stava affrontando “con strenuo impegno”, conferì la laurea ad honorem in Scienze biologiche.

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