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Balotelli-Milan, un sogno che si realizza

 “Lo so che ballano 5 milioni tra le due squadre, ma per me Balotelli entro il 31 gennaio arriva al Milan”.

Detto, fatto. Ernesto Bronzetti aveva davvero ragione quando pronunciava, ci sovvien dire da vero profeta, queste parole ai microfoni di Radio Deejay, lo scorso sabato. In effetti l’affare è stato chiuso nella giornata di martedì, ma, includendo il ritardo aereo a cui Supermario ha dovuto fa fronte per arrivare a Linate (l’aereo è giunto a Milano intorno alle ore 14 di mercoledì con tanto di supporters frementi al seguito), l’agente Fifa ha sbagliato solo di poche ore. I più maliziosi sostengono che Balotelli sia passato al Milan per desiderio di Berlusconi, volenteroso di accaparrarsi qualche voto in più in vista delle elezioni. Cattivi pensieri che i tifosi del “Diavolo” ci tengono a tenere lontani.

DETTAGLI AFFARE. Un lampo a ciel sereno, che arriva nella classica quiete relativa degli ultimi giorni, in pieno stile “Galliani”. Inizialmente la richiesta d’oltremanica era di circa 37 milioni di euro. I citizens restavano sulle loro, senza cedere il passo dinanzi alla corte accesa rossonera. Poi l’ultimatum: 20 milioni. Probabilmente la società di Manchester avrà valutato i comportamenti di Balotelli dell’ultimo anno, ma anche le prestazioni altalenanti e la condizione fisica troppo spesso precaria. Addizione che porta ad un unico risultato: sì. Sì ai 20 milioni del Milan, da spalmare in pagamento annuale in 5 anni, sì alla volontà del giocatore, sì ad un affare che può fare davvero la differenza per il proseguo del campionato. Supermario guadagnerà 4,5 milioni di euro netti all’anno.

LAVORO SPORCO. In effetti i milanesi hanno fatto di tutto per nascondere la loro reale volontà: Berlusconi, a Radio Kiss Kiss, aveva negato a prescindere il possibile passaggio dell’attaccante al Milan, ribadendo una politica di mercato basata sui giovani, anche se in effetti, considerando i soli 22 anni dell’ex Inter, non c’è da sorprendersi dell’acquisto; ma non finisce qui, perché galliani aveva chiuso le porte al giocatore rafforzando la posizione di Pazzini, in occasione della doppietta del “Pazzo” contro il Bologna. Insomma la verità la conoscevano solo loro, ma soprattutto Balotelli che con la maglietta “Why always me?” ci ha messo lo zampino già qualche mese fa. Il reparto avanzato rossonero diventa, così, uno dei più temibili d’Italia.

LA RABBIA DI MORATTI. Quando si passa da una sponda all’altra del fiume si è sempre criticati, specie da chi ha fatto parte del passato ed ha puntato su di te, malgrado tutto. Massimo Moratti, in questo senso, è ferito. Ferito da un tradimento portato dentro da Balotelli per anni e lo testimonia l’intervista rilasciata dal campione a “Striscia la Notizia” nel marzo del 2010 (quando, per intenderci, l’attaccante, intercettato per la consegna del tapiro, indossò la maglia rossonera pensando alla telecamera di Staffelli lontana). Il patron dell’Inter, finge (?) e manda una frecciatina a Berlusconi: “Balotelli è una scommessa del Milan, un buon acquisto che non potevamo e non volevamo fare perché da noi è già stato. Per loro può essere un affare. No, non c’è rammarico. La vedo come un’operazione utile a Berlusconi per mille motivi, vediamo come va a finire”. Tra i mille motivi c’è la politica. E’ questo il messaggio del presidente. Nelle prossime ore non mancherà la risposta dell’ex presidente del consiglio.

LA GIOIA DI BARBARA BERLUSCONI. Non nasconde la sua felicità la figlia del presidente, Barbara Berlusconi: “Questa operazione dimostra che il Milan può, come sempre, investire cifre importanti per l’acquisto dei giocatori. La nostra società ha messo in atto, da circa un anno, una profonda riorganizzazione dei costi e degli investimenti. Un’opera di razionalizzazione che e’ costata certo sacrifici, ma che oggi ci consente di liberare risorse che possono essere investite non solo per l’ingaggio dei giocatori ma anche per il posizionamento del brand e per il miglioramento delle strutture. Il Milan ha scelto, prima degli altri, di avere conti in ordine e un bilancio sostenibile. Grazie a questa forte programmazione di lungo periodo, noi oggi possiamo non solo far crescere in casa i futuri campioni, ma anche permetterci qualche acquisto mirato importante”.

MANCINI TRISTE. Un padre che lascia un figlio. Roberto Mancini ha avuto un rapporto complesso, fatto di alti e bassi, con Balotelli, ma il vero bene non è sempre dimostrato. In genere lo si dimostra dopo, quando le parti sono allontanano. Ora che il talento è andato via, Mancini non fa i salti di gioia: “Sono triste, perchè Mario è stato un giocatore molto importante per noi.In due anni abbiamo vinto Premier, Fa Cup e Charity Shield. Tutti i giocatori erano dispiaciuti per la sua partenza, perchè Mario è un bravo ragazzo. Per me è stato come uno dei miei figli, a volte ti fa arrabbiare, ma dopo è un ragazzo amorevole. Io parlo tutti i giorni con Mario, abbiamo parlato molto di questa situazione, e credo che quella di tornare a giocare in Italia nel Milan per lui sia una grandissima opportunità. Può stare vicino alla sua famiglia e giocare in un grande club come quello rossonero. Sono molto felice per lui e credo che tornare in Italia potrà fargli solo bene. Al Milan potrà crescere e migliorare ulteriormente, diventando uno dei migliori al mondo”. Un addio sofferto, ma una nuova avventura sta per iniziare all’ombra del Duomo.

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