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Alex Del Piero: una leggenda del calcio

 Il calcio non è più quello di una volta. Su alcuni canali, nella tarda serata, dopo i programmi di punta, trasmettono ancora le finali tra Germania dell’Ovest e Italia, il mondiale vinto da Maradona, il Brasile dei campioni senza nome.

Nella tarda serata, dopo i programmi di punta, c’è ancora chi crede che il calcio viva di sudore, erba e fango, e che non sia una moneta di scambio, un tesoro prezioso, uno spettacolo di luci. Alessandro del Piero, storica bandiera della Juventus, lascia la Vecchia Signora per perseguire una nuova avventura in terre sconosciute, dove il calcio non è la battaglia viscerale della domenica pomeriggio, bensì il tè tiepido del sabato mattina. Sì, proprio l’Australia, la terra dei canguri e dei grandi palazzi, di economia fiorente e nuove opportunità, di grattacieli, sceicchi, isole artificiali, grandi praterie, ma soprattutto terra non calcistica, offre a Del Piero l’opportunità di chiudere in grande la carriera.

Il Sydney FC arrivare tra le sue fila un giocatore senza tempo, di inestimabile valore. Un trascinatore, un campione (del mondo), un uomo che da solo ha siglato 5 reti e 3 assist in sole 12 presenze di A-Legue. Un signore, Alex Del Piero, che, adesso, si vede messo all’angolo dai pochi introiti sul piano di marketing che il suo ingaggio ha portato alla società.

Da bandiera assoluta a scarto di lusso della Juventus, da talismano a puro strumento commerciale. Il calcio dei ricchi continua a segnare bucando le casse, lasciandosi dietro il talento di chi il calcio l’ha inventato sul campo. Come? Con quei tiri a giro che, oggi, portano il suo nome. L’economia è più importante. Il calcio è uno strumento. E’ a questo che ci siamo ridotti. L’importante è che nella tarda serata, dopo i programmi di punta, tra 15 anni, ci sarà ancora qualcuno che trasmetterà le partite di un signore di nome Alessandro Del Piero.

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