Campania

Cosentino: “Casalesi? Clan dei fessi. Bocchino eletto in quel collegio”

 NAPOLI. “Certa stampa non ha più rispetto per le persone. Ieri addirittura hanno diffuso la notizia che ero scappato con le liste. Io non sono scappato da niente e da nessuno”.

Così Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario campano escluso dalle liste del Pdl per le elezioni politiche, ha iniziato la sua conferenza stampa in un aula gremita di giornalisti. “Qui – ha detto ai cronisti – c’è fame e sete di sangue”. E poi ha avvisato: “Ora dovrete sceglievi un’altra icona del male”. Durante la conferenza, organizzata all’hotel Excelsior di Napoli, il politico di Casal di Principe ha sintetizzato con qualche battuta il suo stato d’animo dopo l’esclusione dalle liste. Battute che non hanno risparmiato nessuno.

La prima è rivolta proprio al segretario del suo partito, Angelino Alfano.“Alfano? Nessun problema con Alfano, assolutamente no”, dice Cosentino, negando di essere venuto addirittura alle mani con il segretario del Pdl: “Non ho nulla contro i perdenti di successo”.

Parole di stima, invece, per il Cavaliere Silvio Berlusconi. “Continuo a rimanere fortemente vincolato al progetto del Pdl, del presidente Berlusconi, lo ringrazio per la grande opportunità che mi ha dato di essere un punto di riferimento nel Parlamento”, ha detto. “E’ una persona assolutamente straordinaria alla quale mi lega un vincolo di rapporto di stima e di amicizia”. “Perchè io fuori e gli altri dentro? – prosegue Cosentino – Perchè sono il capo degli impresentabili. Sono fuori perchè su di me c’è stato accanimento e aggressione mediatica senza precedenti”.

“Pago per aver vinto in una regione rossa. L’unica autocritica che faccio è che mi sono impegnato troppo per ribaltare la situazione in una regione rossa, di sinistra. Io pago per questo”. “Oggi il punto di riferimento è Stefano Caldoro il quale non potrà più giocare al buono e al cattivo. A lui la gestione della campagna elettorale. Sono certo che abbiamo una squadra vincente”.

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Poi riferendosi all’immunità e ai giudici dice: “Non ho fatto un passo indietro. Ho lottato fino alla fine per ottenere una candidatura, ma non per immunità. Ma non vendo la mia dignità per l’immunità”. “Mai scappato da giudici e processi – ribadisce -Non sono scappato dai giudici e dai processi”. E aggiunge: “Uno dei miei accusatori si è tolto la toga ed è andato a fare l’assessore nella giunta de Luigi Magistris”.

“Non sono preoccupato per il carcere. Ma io non sono mai stato condannato. Dovrei andarci solo per lo sfizio di qualcuno che pensa che possa esserci un condizionamento? Ma io non sono in condizione di condizionare nessuno. Non sono preoccupato, se dovesse andare in carcere sono pronto a farlo condignità. Ma in questo momento non ho preoccupazioni perchè in un Paese civile in carcere ci va chi è condannato. Io sono sottoposto da due anni a un processo. Dovrei andare in carcere solo per lo sfizio di qualcuno?”. Sui casalesi Cosentino si scalda.

“I Casalesì sono un clan di fessi se invece di aiutarmi a scalare le vette mi fanno dimettere. Se manca qualcuno non lo so. Non sono mai stato socio di nessuno. Come socio ho solo mia moglie e la mia famiglia”, ha risposto a chi ha fatto riferimento al deputato Luigi Cesaro, ex presidente della provincia di Napoli, di cui i giornalisti hanno rilevato l’assenza.

“L’unico riferimento vero dei casalesi in Parlamento è l’onorevole Italo Bocchino. Quando parlo di riferimento mi riferisco alla parte buona che c’è nella stragrande maggioranza. Le sue fortune sono iniziate da lì”. Cosentino si riferisce al fatto che Bocchino fu eletto per la prima volta nel ’96 nel collegio di Casal di Principe: “Mi riferisco ovviamente alla parte buona che c’è nella stragrande maggioranza dei cittadini di Casal di Principe”. “Io – ha proseguito Cosentino – nel ‘96 ero candidato a Piedimonte Matese, dove la camorra non è mai esistita, poi sono sempre stato candidato nei listini bloccati. E tra l’altro, l’unica volta che si è votato con le preferenze, ho perso alle provinciali del 2005”.

Immediata la replica di Bocchino. “Cosentino dice il vero quando ricorda che nel 1996 fui eletto deputato nel territorio da cui provengo e che di quel collegio faceva parte anche Casal di Principe. Risponde altresì al vero che sono stato il riferimento in Parlamento della gente perbene di quella terra martoriata da Gomorra e dalle collusioni tra camorra e politica”, afferma il vicepresidente di Fli. “Aver fatto il parlamentare di quel territorio senza essere mai sfiorato da nessuna inchiesta sulla camorra, come invece è capitato a Cosentino -conclude- è per me motivo d’orgoglio”.

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