Aversa

Parco Grassia, Cella spara a zero su Migliaccio

CellaAVERSA. Parco Grassia la polemica continua. A dare nuova linfa è Salvino Cella leader dell’opposizione. In consigliere comunale, presidente della commissione comunale controllo e trasparenza e consigliere provinciale, punta il dito sulle condizioni di degrado della struttura inaugurata il 20 dicembre.

“Possibile – esordisce l’esponente del centrosinistra – che chi era presente al taglio del nastro non si sia reso conto delle condizioni in cui si presentava l’area? Possibile che nessuno abbia notato la completa assenza di acqua nelle fontanelle, le condizioni degradate dei viali che sembrano tanti viottoli di campagna, difficilmente percorribili da mamme che portano a spasso i bambini nei passeggini? Possibile che nessuno abbia visto le condizioni dell’area destinata al passeggio dei cani dove sembra abbia pascolato una mandria di bufali? Possibile che nessuno abbia notato lo sfacelo dei cordoli che delimitano i viali mancati in alcuni punti dei mattoni e distrutti in altro cosicché possono rappresentare un pericolo per chi intende fare del footing? Inciampando in uno dei tanti mattoni presenti sui vialetti gli amanti della corsa all’aria aperta potrebbero cadere rovinosamente creando anche danno alle casse comunali”.

“Inoltre – aggiunge – c’è l’impossibilità di utilizzare i servizi igienici che fino ad oggi non sono mai stati aperti obbligando chi ne avesse bisogno a chiedere ospitalità al bar poco distante”. “Infine – ricorda Cella – c’è la sorveglianza che si è detto avrebbe dovuto essere a carico di un gruppo interforze creato con gli uomini della protezione civile e dei tanti ex militari coordinati da Michele Coscetta ma che di fatto, ad oggi, non c’è ad eccezione della presenza di telecamere che dobbiamo considerare funzionati solo perché un avviso affisso all’ingresso del parco da questa informazione, forse per dissipare il dubbio che siano di facciata come in tante altre parti della città”.

“Mi chiedo – continua l’esponente del centro sinistra – come sia stato possibile che tutto questo non sia stato osservato da chi era presente all’inaugurazione. A me è bastato fare un giro nel parco, dopo un mese dal taglio del nastro per vedere quello che c’è o meglio che non c’è”.

“In realtà – continua – leggendo le cronache dell’inaugurazione l’assessore Migliaccio qualche cosa l’ha vista perché ha affermato che c’erano delle situazioni lasciate in sospeso, però dopo un mese, senza che sia stato effettuato alcun intervento, sostiene che l’amministrazione ha consegnato alla città un’area bonificata e in condizioni di fruibilità”. “Se l’assessore per fruibilità intende la possibilità di entrare nell’area ha ragione” dice Cella. “Quanto alla bonifica, probabilmente – aggiunge l’esponente del centrosinistra – l’assessore non ha visto che sono stati lasciati i residui del taglio dell’erba spontanea in ogni punto del parco coprendo persino il campo da bocce che c’era”.

“Con tutte queste carenze che, ancora oggi, si possono toccare con mano per l’amministrazione Sagliocco non sarebbe stato meglio, anche in fatto di immagine, scegliere di aprire l’area qualche mese più tardi per offrirla alla cittadinanza in condizioni di fruibilità vera e non presunta?”, conclude Cella.

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