Aversa

Concerto al buio per poter “vedere” la musica

 AVERSA. Il presidente Vincenzo Del Piano dell’Univoc (Unione Italiana Volontariato pro Ciechi), con la collaborazione del rappresentante locale Marco Olivetti dell’Uici (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti) di Aversa, …

… ancora una volta, nella loro costante sfida per l’abbattimento delle barriere culturali, organizzano e propongono, con il patrocinio del Comune di Aversa, un “Concerto al buio”, II edizione “new emotion” che avrà luogo venerdì 4 gennaio, alle ore 19, nella “Sala delle Feste” dell’Hotel del Sole, in piazza Mazzini ad Aversa. La musica ha già conosciuto il silenzio assoluto, ad esempio nelle provocatorie sperimentazioni di John Cage. Ma il buio assoluto, no. Non le penombre sfruttate dai registi per esaltare la luce, non gli occhi chiusi di un pianista ispirato, ma il buio cieco, che non ti dà punti di riferimento.

Neanche una luce in tutta la sala, oscurati i led, ricoperti i neon delle uscite d’emergenza, rivestite le porte e i lucernari, da cui filtrerebbero le luci della strada. Perché un concerto al buio? «Per ascoltare la musica con altri occhi. Non è un gioco di parole: Gauguin diceva di chiudere gli occhi per vedere meglio. Il buio è una condizione normale per me, spiega il ventisettenne pianista non vedente Ivan Dalia, ma assolutamente nuova per chi mi ascolta; al buio cadono le barriere, si perde la cognizione del tempo. E poi è un modo per uscire dalla schiavitù e dal condizionamento delle immagini che distraggono dalla purezza dell’ascolto. In realtà, si tratta di un recital di musica e poesia, poiché si prevede anche l’intervento del fine dicitore Salvatore Castaldo, ovvero un artista poliedrico, fotografo, poeta e attore, che, sempre al buio e su tappeti musicali appositamente ispirati, reciterà testi tratti dal Cantico dei Cantici, poesie di Dino Campana etc.

L’abbinamento tra musica e poesia susciterà atmosfere emotive incredibili, soprattutto perché il buio esalterà le percezioni evocative dei fortunati ascoltatori. Al pubblico diciamo: non vedrete affatto le immagini dei due artisti, ascoltate le loro note e i loro versi e lasciate espandere il vostro immaginario interiore e abbandonatevi alle sensazioni e ai sentimenti.

Ecco, questo nostro ‘Blind Date’, questo concerto al buio, è la proposta che facciamo per rimettere al centro dell’attenzione la musica e la poesia, contro il potere dell’immagine. Supponiamo che chi accetterà l’invito di assistere a questo particolare recital si predisporrà con molto rispetto e con ovvia curiosità di sperimentare questa formula inedita e, soprattutto di constatare il virtuosismo di un pianista cieco che, diversamente da chi dipende dai propri occhi e ha bisogno di vedere gli spartiti e le proprie mani che seguono la tastiera, assecondano posizioni, disegni mentali legati a riferimenti visivi, eseguirà il programma affidandosi esclusivamente alla sua memoria, all’impeccabile tecnica e alla sua sensibilità interpretativa.

Il pianista, nato a Teverola di Aversa, ma naturalizzato berlinese, la scorsa settimana si è esibito presso il prestigioso Jazz club “Lennie Tristano”, i cui organizzatori sono sempre attenti a non perdere mai d’occhio le realtà locali, assumendo sempre un ruolo di mecenati per tutti i giovani talenti del territorio campano.

Il diploma ottenuto con il massimo dei voti, la carriera compositiva, le numerose collaborazioni a cortometraggi e film, i premi internazionali, tra i quali spicca quello ottenuto al concorso di Kursk nel 2007, rendono onore a questo originale musicista, che sa proporsi anche in ardite sperimentazioni, e preludono certamente a nuovi successi e ad una carriera brillante, come del resto è stato fino ad oggi. Le sue collaborazioni con i musicisti italiani ed europei, tra le quali spicca quella con Toots Thielemans, con il quale si è esibito anche al Marechiaro Jazz Festival nel 2006, confermano la sua bravura di improvvisatore e non deluderanno quanti sceglieranno di partecipare al suo singolare concerto al buio.

Concerto di musica e poesia per pianoforte e voce “La vita per un canto” di e con Ivan Dalia e Salvatore Castaldo.

Un viaggio dalla poesia declamata alla poesia cantata.

I poeti che verranno declamati saranno:

Frammenti dal Cantico dei Cantici, E. Pound, C. Bukowsky, A. Artaud, D. Campana, F. De Andrè

e inoltre poesie e canzoni di Salvatore Castaldo.

Tutte le musiche sono composizioni originali di Ivan Dalia.

Prologo:

Si possono leggere mille libri e restare i coglioni di sempre

oppure essere folgorati fulminati da un singolo verso che da solo ha la forza di cambiare tutta una vita.

Quello che io difendo e proteggo è il Sentimento Inconscio

Primitiva Grazia Naturale di ciò che realmente siamo.

Contro il giudizio, il pregiudizio, la diffidenza,

la paura, la viltà, la mediocrità, la superficialità,

l’ignoranza, la menzogna, l’ipocrisia, la civetteria.

A discapito di me stesso ciò che difendo è il Sentimento

che non conosce territorialità

che non conosce temporalità

Sostanza Musicale del Sogno.

La poesia è preghiera anarchica

inginocchiarsi davanti a se stessi

contemplando la propria Bellezza.

Bellezza, Virtù, Coraggio, Lealtà,

fantasia, Entusiasmo sono parole sempre più lontane.

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