Italia

Berlusconi si ricandida per “salvare l’Italia”: “Deluso da Monti”

Silvio BerlusconiROMA. Silvio Berlusconi pronto a ricandidarsi per la sesta volta: deve salvare l’Italia dal baratro in cui è stata confinata a causa del Governo Monti.

“Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo alla guida del Pdl”, ha detto l’ex premier, dopo il vertice svoltosi a Palazzo Grazioli durato diverse ore. Proprio nella mattina di giovedì il Consiglio dei ministri è chiamato a decidere sull’incandidabilità a cariche elettive o di governo dei condannati per tangenti, e sull’election day voluto dal Pdl. Il Cavaliere si sarebbe detto non contento, quanto piuttosto deluso, dall’operato del Governo Monti che ha portato l’Italia al baratro e che lo “costringerebbe” ad un suo ritorno.

“La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo per senso di responsabilità e per amore del mio Paese. Oggi l’Italia è sull’orlo del baratro”. “L’economia è allo stremo, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d’acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l’Imu. Leimpreseche chiudono, l’edilizia crollata, il mercato dell’auto distrutto”, scrive Berlusconi che conclude: “Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così”.

Berlusconi si sente quindi in debito con il paese che ha governato per diversi anni e se accetta le pressioni dei suoi sostenitori che vogliono la sua candidatura, lo fa solo per amore dell’Italia. “Sono queste le dolorose constatazioni che determineranno le scelte che tutti insieme assumeremo nei prossimi giorni”, continua ancora l’ex Premier. Ma nessuno dei suoi vuole al momento parlare perché come dichiarato da Ignazio La Russa “parlerà il segretario Alfano”. Intanto si aspettano gli esiti della riunione tra i vertici del Pdl, definita “riunione costruttiva su come rilanciare unitariamente il Pdl”.

Ma che aria tira nel Pdl? Al vertice a Palazzo Grazioli hanno partecipato Alfano, La Russa, Chicchitto, Quagliariello, Gasparri, Letta, Verdini e Bondi e solo gli ultimi due ci tengono a dire che deve decidere l’ex premier mentre gli altri, invece, un ritorno del Cavaliere non lo vedono affatto di buon grado, anzi per gli ex An sarebbe addirittura discriminante. Ogni decisione attendibile, però, è rimandata ai prossimi giorni. Con la ridiscesa in campo di Berlusconi verrebbero annullate le primarie del Pdl che erano state fissate per il 16 dicembre e potrebbe arrivare entro tempi brevi la decisione di ritirare la fiducia al governo Monti usando come argomento il rifiuto a un unico election day. Ignazio La Russa, tra i coordinatori del Pdl, dàla sua versione dei fatti: “Il rinvio del vertice è dipeso dagli impegni di alcuni partecipanti. Anzi, Berlusconi aveva proposto di riprendere il vertice per cena con l’obiettivo di definire i dettagli di un piano di rilancio già ampiamente condiviso da tutti”.

Intanto Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, assicura che il suo partito non vuole andare a votare con il Porcellum: “Noi sosteniamo la bozza Quagliariello sulla soglia e il premio di 50 deputati e 25 senatori per chi non raggiunge la soglia del 40% dei voti validi. Su questa proposta c’è l’ok del presidente Berlusconi.

sempre mercoledì sera, Pier Luigi Bersani si è recato a Palazzo Chigi per un colloquio con Mario Monti in cui c’è stato ampio discutere sui problemi del lavoro, dell’economia, dell’Ilva e di fine legislatura. È la prima volta che il leader del Pd incontra il premier in veste di candidato del centrosinistra come capo del governo. Secondo le indiscrezioni, il premier avrebbe manifestato il proprio apprezzamento per il metodo delle primarie. Il segretario del Pd avrebbe evitato di chiedere al Presidente del Consiglio quali siano le sue intenzioni in vista delle elezioni politiche: “Nessuno deve tirare Monti per la giacca. Non èutile. Monti nello squadrone del Pd? Che squadrone! Non vorrei annettere proprio tutti. Monti è una risorsa”.

Il candidato del centrosinistra ha confermato la lealtà del Pd al governo che, a suo parere, sarebbe meglio terminasse il proprio lavoro in coincidenza con la fine naturale della legislatura: “Bisogna concludere e bene il lavoro messo in cantiere”. Bersani, a differenza di Silvio Berlusconi e del Pdl, non è favorevole all’election day anche perché nel Lazio è ormai deciso che si voti il 3 e 4 febbraio. Il 7 aprile è inoltre già fissato il voto per rinnovare i consigli regionali di Lombardia e Molise.

Solo quest’ ultima data può coincidere con le elezioni politiche, se il presidente della Repubblica dovesse sciogliere le Camere entro la metà di febbraio. “Non so interpretare la discussione in casa Pdl. Noi siamo leali con il governo e in Parlamento proveremo a modificare atti che non sempre ci convincono”, dice Bersani alla fine del colloquio con Monti, ribadendo che sarebbe meglio separare le elezioni politiche da quelle amministrative.

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