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Milan, Galliani: “Neymar-El Shaarawy sarebbe coppia stupenda”

  Il Milan è ripartito ancora una volta nel segno di una società che ha sempre avuto fiducia in Allegri e nei giocatori.

Dopo aver conquistato tre punti pesanti sul campo del Catania, i rossoneri sembrano aver raggiunto la consapevolezza di vivere un momento fisico in crescendo, come lascia intendere Adriano Galliani, intercettato al suo arrivo in Lega Calcio: “Non lo so, non mi piace fare le previsioni. Mi sembra, però, che siamo in crescita netta…”.

Ritornando alla partita con gli etnei, ildg rossonero spegne così tutte le lamentele per episodi dubbi: “L’anno scorso ci lamentavamo noi e il Catania non si lamentava quando non ci hanno dato il gol non gol di Robinho, poi vedo che i giornali hanno scritto poco ma c’era un rigore clamorosissimo su Nocerino e l’espulsione di Barrientos non è certo colpa del Milan. È la vita normale”.

Si avvicina il Natale e, come di consuetudine, si parla di regali. Quelli che, per intenderci, Berlusconi ha sempre voluto fare ai suoi tifosi, ma quest’anno, stando alle parole di Galliani, non ci saranno (?): “Ma basta, i regali non esistono, una squadra di calcio deve essere fatta secondo certi criteri e non coi regali. L’ho già detto e lo ripeto siamo in 32 e se a gennaio non esce nessuno non entra nessuno. Prima si vende e poi, semmai, si compra. Altrimenti si resta così”.

Robinho è il nodo societario da sciogliere; Neymar e Balotelli i sogni da realizzare: “Non lo so se cederemo Robinho. Il Santos è teoricamente interessato, noi non siamo interessati a privarci del brasiliano. Lo vuole Neymar? Se vuole lo compri lui. Neymar con El Sharawy sono i due ventenni più forti. Sarebbe una bella coppia, ma vi prego sto scherzando, senno’ domani.. Balotelli è una storia di sentimento, ma adesso basta, andiamo avanti. Noi debbiamo prima vendere e arrivare a essere 26-27, senno’ non arriva nessuno”.

Berlusconi sarà ancora a Milanello venerdì: “Non è mica un talismano. – dice Galliani – Il presidente è un grande motivatore di persone e io spero che vada fra oggi e domani anche per la partita di Champions di domani che noi vogliamo vincere. Perché ho consegnato all’allenatore e Ambrosini la storia del Milan. In questi anni, già da qualificato all’ultima del girone di Champions ha fatto una vittoria, due pareggi e cinque sconfitte e questo non va bene perché domani sera ci sono in palio, oltre al milione di euro che non è poco, due punti ranking per la squadra e ovviamente per il Paese. Quindi conta la gara con lo Zenit per il Milan e per il calcio italiano”.

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