Esteri

Scontri al Cairo: 7 morti e centinaia di feriti

 IL CAIRO.Sette manifestanti sono morti e centinaia invece rimasti feriti nella notte durante scontri tra sostenitori e avversari del presidente Mohamed Morsi.

Una vera e propria battaglia con bastoni, bombe molotov e lancio di pietre si è svolta attorno al palazzo presidenziale. Sono 305, secondo la procura, le persone arrestate. Almeno tre carri armati e due camionette utilizzate per il trasporto delle truppe militari sono state schierate fuori dal palazzo presidenziale al Cairo, nelle strade dei tafferugli.

L’esercito egiziano ha schierato vari mezzi di difesa davanti all’edificio dopo gli scontri notturni tra centinaia di manifestanti pro e contro il presidente Mohamed Morsi. Anche i Fratelli musulmani, la fazione del presidente Morsi, confermano i cinque morti, aggiungendo che si tratta di propri seguaci. Sul loro profilo twitter, i Fratelli Musulmani hanno definito i loro avversari nostalgici del regime di Mubarak, suscitando la rabbia dell’opposizione che ha lanciato accuse di “fascismo” ed ha parlato di “milizie islamiche”. La tensione resta elevata. Almeno tre carri armati e due blindati si sono posizionati davanti al Palazzo Presidenziale, nel centro del Cairo.

“Il sangue versato annulla la legittimità del presidente” ha detto il leader nasseriano Hamdin Sabbahi in una conferenza stampa con due dei principali esponenti dell’opposizione, Mohamed el Baradei e Amr Mussa. El Baradei dopo una riunione del fronte di salvezza nazionale ha aggiunto: “Il presidente Mohamed Morsi è responsabile della violenza di questa sera” e le opposizioni sono pronte al dialogo se ritira il suo decreto. Altrimenti “la battaglia continua”.

Una serie di denunce per tentativo di rovesciamento del regime è stata presentata da Hamed Seddik, ricercatore scientifico, che se l’è presa con i tre leader del Fronte di salvezza nazionale Mohamed el Baradei, Amr Mussa e Hamdin Sabbahi, accusandoli di sovversione. Seddik è conosciuto in Egitto per avere in passato presentato oltre trecento denunce contro esponenti politici ed avere affermato che la persona nella gabbia al processo contro Mubarak non era l’ex rais, ma una controfigura.

Intantoil presidente della tv di Stato egiziana, Essam el Amir, ha annunciato di aver presentato le sue dimissioni al ministro dell’Informazione, Salah Abdel Maksoud, per protestare contro “la gestione del Paese”.

Il presidente egiziano Mohamed Morsi giovedì si rivolgerà alla nazione parlando in televisione, dopo una nuova notte di scontri che hanno causato sette morti e 446 feriti. La fonte, un suo collaboratore, ha aggiunto che Morsi dovrebbe lanciare un appello al dialogo con l’opposizione, ma non ha fatto riferimento a particolari proposte. “Ci sono alcune idee in fase di discussione”, ha spiegato.

Il presidente intende far celebrare il 15 dicembre un referendum sulla nuova costituzione, che ha una forte impronta islamica e dalla cui redazione sono di fatto state escluse le forze dell’opposizione. Ma sul presidente ora pesa anche la richiesta di sospendere il decreto giunta dall’Istituto Al-Azhar, la più alta istanza teologica dell’Islam sunnita del Paese.

Morsi, rientrato nel palazzo presidenziale, ha incontrato il generale Abdel Fattah al-Sisi, capo dell’esercito e ministro della Difesa, oltre al primo ministro e ai ministri di Interno e Giustizia, per discutere le modalità attraverso cui giungere a una stabilizzazione della nazione dopo gli scontri in modo da “proteggere le conquiste della rivoluzione”, per citare il comunicato diffuso attraverso il sito presidenziale.

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