Esteri

Russia, firmata legge che vieta adozione per americani

Vladimir Putin MOSCA. Vladimir Putin firma la legge “anti-Magnitsky” che vieta le adozioni di orfani russi da parte di cittadini statunitensi.

La norma, diffusa dal Cremlino e ufficialmente adottata per incentivare le adozioni all’interno del Paese, sarebbe in realtà la risposta di Mosca al provvedimento che vieta l’ingresso negli Usa ai cittadini russi implicati nella morte dell’avvocato Serguei Magnitsky.

Il presidente ha firmato la legge che porta anche il nome di Dima Yakovlev e che è passata sia alla camera bassa del Parlamento russo, la Duma di Stato, che al Senato. La legge rende il nome di Dima, un bambino russo che è morto per un colpo di calore nel 2008 in America, dopo che il padre adottivo statunitense lo aveva dimenticato in macchina nella calura estiva. Il padre è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo. Ma prendendo spunto da questo caso, Putin vieta così le adozioni di bambini russi agli americani dal primo gennaio 2013.

Il provvedimento appare come una ritorsione dopo che il presidente Usa Barack Obama ha firmato la cosiddetta Lista Magnitsky, un elenco di nomi di funzionari russi banditi dal territorio statunitense perché coinvolti nella morte in carcere,e nel 2009 dell’avvocato Sergei Magnitsky. Magnitsky era un avvocato e attivista anti-corruzione, che denunciò una frode fiscale da 5,4 miliardi di rubli (235 milioni di dollari), orchestrata da alcuni dipendenti del ministero dell’Interno russo ai danni del fondo d’investimento Hermitage Capital, presso il quale lavorava. Il legale fu, però, accusato di aver ideato lui stesso lo schema che sottostava alla frode e subito posto in detenzione preventiva, nel 2008.

Magnitsky morì per una pancreatite non curata nel carcere di Butyrka, un anno dopo l’arresto. I difensori del legale, morto all’età di 37 anni, hanno accusato del decesso Dimitri Kratov, il direttore del penitenziario russo, poiché al loro cliente erano state “negate le cure necessarie”. Sul cadavere di Magnitsky, tra l’altro, erano stati trovati segni di tortura. Il direttore di Butyrka, unico imputato per il caso, è stato assolto venerdì dalla corte di Tverskoi per “mancanza di prove”. Giovedì il numero due della lista, Oleg Logunov è stato promosso da Putin a vice inviato presidenziale nel Distretto Federale Nord-Ovest.

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