Cesa

Alberghiero, protesta degli alunni. Liguori: “Non strumentalizziamo”

 CESA. Si sono riaccese in questi giorni le polemiche tra alunni e docenti dell’istituto Alberghiero “Drengot” di Cesa con l’amministrazione comunale, guidata da Cesario Liguori.

I circa 200 alunni della succursale cesana nata nel 2009, con insegnanti al seguito, hanno manifestato giovedì mattina in piazza De Michele contro il provvedimento della Provincia di Caserta che ha annunciato la chiusura dell’istituto entro il 30 dicembre. Ad inizio anno scolastico c’erano state le prime polemiche a seguito della decisione del Consiglio comunale di revocare la concessione dell’immobile in uso gratuito alla provincia.

“Siamo in una situazione tragica – afferma una delegazioni di ragazzi – visto che a fine anno dobbiamo sfrattare. Non sappiamo i motivi alla base di questa incresciosa decisione. È mai possibile che l’amministrazione comunale in carica non fa nulla per assicurarci quanto meno di concludere l’anno scolastico in corso? Noi ci siamo iscritti sapendo che la scuola per cinque anni sarebbe stata al sicuro. Ed invece oggi stiamo per subire un furto inspiegabile del nostro diritto allo studio. – incalzano gli alunni – Non sappiamo al rientro delle vacanze di Natale dove sarà allocata la nostra scuola, se una nuova sede sarà mai trovata”. “Noi ci aspettiamo dalle istituzioni provinciali e comunali – concludono gli studenti – un atto di responsabilità che ci consenta di finire l’anno scolastico in questa sede”.

Immediata la replica del primo cittadino. “L’alberghiero – dice Liguori – non rientra nelle competenze istituzionali del comune, bensì della provincia. Quest’ultima ci ha comunicato che non può permettersi di pagare un canone mensile. Di conseguenza, visto che i locali in cui si trova l’istituto sono di proprietà del comune e noi paghiamo circa mille euro al mese a dei privati per tenere aperte altre sedi istituzionali, che gravano sul bilancio, è ovvio che la scelta più ‘saggia’ da fare per la casse comunali era quella di usare quell’immobile come sede di attività che competono all’Ente”. “Qualcuno – conclude il sindaco – sta tentando di strumentalizzare un problema che non riguarda il mio comune, bensì la Provincia di Caserta. Non capisco perché vengano a manifestare da noi”.

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