Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Canoni acqua, Furia: “Bel regalo di Natale”

 CASAL DI PRINCIPE. In questi giorni di festività5.804 famiglie di Casal di Principe stanno ricevendoun bel regalo di Natale da parte dei tre Commissari che curano il dissesto, voluto dall’amministrazione del dottor Pasquale Martinelli.

Si tratta dell’avviso di pagamento dei “consumi dell’acqua, depurazione e fognature” dell’anno 2007, per un ammontare di ben 1.185.806,31 euro.
Naturalmente, sia ben chiaro, che nessuno intende contestare in sè per sè il diritto-dovere di pagare l’acqua, come avviene in qualsiasi altro comune, perché stiamo parlando di un servizio indispensabile, ma piuttosto comprendere e rendere noto stando agli atti citati nell’avviso, il metodo usato per arrivare a chiedere alle famiglie casalesi, fino ad un massimo di euro 466,42 solo in base alle persone che compongono il nucleo familiare.
La Commissione Straordinaria (cioè altri tre commissari, inviati per lo scioglimento del comune e per il ripristino della legalità), nell’agosto 2012 ha adottato un nuovo Regolamento idrico capestro, la cui regolarità è tutta da dimostrare, che non rispetta per niente il principio dell’equità nei confronti dei vari cittadini, considerandoli semplicemente un numero e non persone, con esigenze magari diverse. Esso prevede il pagamento per ciascun cittadino casalese, un consumo minimo di 150 litri d’acqua al giorno, anche se non viene consumata e una differenza se si dovesse accertare un consumo superiore. Accertamento che per esempio per l’anno 2007 va in prescrizione al 31 dicembre.
Naturalmente il Regolamento non poteva essere retroattivo e perciò non andava applicato per l’anno 2007 come è avvenuto, perché così i signori commissari hanno creduto così di evitare qualsiasi loro responsabilità. Cosa ancora strana è che i sei commissari (tanti ne risultano a carico del bilancio comunale, oltre esperti e consulenti vari), hanno risolto il problema inviando i bollettini di pagamento anche a coloro i quali non sono serviti dalla rete idrica perché nelle loro strade il comune non ha ancora portato la condotta pubblica e anche a tutti i cittadini che hanno formato un proprio nucleo familiare dopo l’anno 2007.
A questo punto, la domanda sorge spontanea diceva qualcuno, se il risultato delle gestioni commissariali si riduce a simili metodi, e guarda caso il sottoscritto l’ ha sempre sospettato e detto apertamente, e i cittadini casalesi debbono subirne le conseguenze, è il caso di dire che aveva proprio ragione Massimo Troisi nel dire: “Non ci resta che piangere”.
Ragionier Luigi Furia

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