Campania

Catturato Antonio Leonardi: “Sono io la persona che state cercando”

Antonio LeonardiNAPOLI. È finita la latitanza per Antonio Leonardi: 20 uomini per catturarlo.

L’operazione è stata eseguita dalla squadra del commissariato Vicaria-Mercato, oltre che dalla sezione catturandi della Squadra mobile della Questura di Napoli, guidata da Luigi Merolla. La trappolaè scattata giovedì a due passi dall’hotel Mercure di piazza Garibaldi, in via Ricciardi, in un appartamento al terzo piano.

Le forze dell’ordine stavano “studiando” Leonardi da almeno 4 giorni. Il latitante 52enne è iscritto dal Viminale nell’elenco dei quattro super-ricercati nell’ambito della faida di Scampia. La cattura è scattataseguendo i passi di sua moglie, che condivideva con il marito questo modesto appartamentino che per l’occasione era stato diviso in due alla Ferrovia. Il proprietario, un anziano (che aveva precedenti per droga) e sua moglie (le loro generalità non sono state ancora rese note) è in stato di fermo: verrà arrestato in nottatata con l’accusa di favoreggiamento.

È stato infatti seguendo i movimenti della donna, che andava a fare la spesa giovedì mattina e che – pare – avesse acquistato numerose buste di alimenti in vista della Vigilia del Capodanno, che i poliziotti hanno avuto conferma che al terzo piano dello stabile di via Giuseppe Ricciardi si nascondesse il super-ricercato. Seguendola,gli agenti sono riusciti a fare irruzione nel covo. Un rifugio modesto. Una camera da letto che disponeva solo di una branda a due piazze, di un frigorifero e di un paio di mobili. Leonardi non era armato. Alla vista dei poliziotti si è limitato a dire: “Sono io la persona che state cercando”.Gli pendono addosso due accuse molto pesanti: associazione per delinquere di stampo camorristico finalizzata al traffico di droga.

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Ma gli inquirenti della Dda sanno bene che lui è uno dei principali protagonisti della nuova faida. Leonardi è considerato infatti uno dei capi del gruppo della Vannella Grassi: è amico da sempre di Paolo Di Lauro, e pare che quell’amicizia pare non l’abbia mai tradita.Il bossera ricercato dal 15 ottobre scorso. Nelle prossime ore Leonardi – detto “Chiappellone” – verrà interrogato dal gip.

Difficile ipotizzare l’atteggiamento che assumerà, anche se sono in molti a giurare che difficilmente potrà decidere di avviare un percorso di collaborazione con la giustizia. “La cattura di Leonardi – ha dichiarato il ministro Paola Severino – è un fatto importantissimo che rappresenta un ulteriore passo avanti nella lotta alla guerra di camorra di Scampia”.

Antonio Leonardi è ritenuto vicino a Marco di Lauro, figlio di Paolo di Lauro, fondatore dell’omonimo clan, soprannominato “ciruzzo ‘o milionario”. Leonardi ha iniziato la sua attività di narcotrafficante proprio con il clan Di Lauro, poi, dopo la prima faida, passò con gli scissionisti. Con l’inizio della seconda faida si è avvicinato al gruppo dei cosiddetti “Girati” di via Vanella Grassi costituito da famiglie malavitose che, secondo gli investigatori, stanno agevolando il ritorno negli affari illeciti del clan Di Lauro, ora guidato proprio da Marco Di Lauro.

Narcotrafficante da circa venti anni, Antonio Leonardi aveva avuto da Paolo Di Lauro l’autorizzazione a vendere le eccedenze del traffico di cocaina ed eroina ad altri clan napoletani. Inoltre, secondo le rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia, aveva il compito di riciclare i proventi degli affari illeciti dei Di Lauro nel settore delle scommesse attraverso l’apertura di diverse agenzie sia a Napoli che a Roma, dove aveva la residenza.

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