Aversa

Piazza Crispi, Lama interroga Sagliocco

 AVERSA. C’è ancora piazza Crispi? Si riuscirà ad abbattere quell’antico mostro rappresentato dall’edificio che ospitava gli uffici del Consorzio Trasporti Pubblici che, di fatto, non consente che ci sia una vera piazza?

Che fine hanno fatto i parcheggi sotterranei? In attesa di veder aperto e utilizzato l’edificio che doveva ospitare lo sportello Suap (che secondo il sindaco Sagliocco doveva essere aperto già da un paio di settimane), sono in molti ad interrogarsi sul futuro di una zona di Aversa oggi centrale e che necessita di spazi vitali di socializzazione, per non trasformarsi nell’ennesimo dormitorio.

Un’esigenza di cui si è fatta portavoce anche la consigliera comunale del gruppo autonomista Imma Lama che in proposito interrogherà il sindaco normanno. La vicenda ha inizio nel lontano 1883 e si ha subito l’impressione che il Comune di Aversa ha rinunziato a parte di un terreno che era suo.

All’epoca, “con contratto a rogito del Notaio Vicenzo Romano, in data 22.01.1883 Rep. 579, il Comune di Aversa concedeva in uso alla Società Anonyme des Tramways – come leggiamo in una relazione dell’Ufficio tecnico comunale – alcune strade per impiantare una rete di collegamento tra la Città di Aversa ed i centri limitrofi, fino ad arrivare a Napoli . All’articolo vigesimo secondo del predetto contratto, veniva, tra l’altro, stabilito che ” dopo sessanta anni della concessione restino di proprietà del comune i materiali fissi, la stazione, il magazzino e tutt’altro inerente il servizio”.

Ben chiaro, quindi, che quella zona di piazza Crispi era del Comune. Tale clausola contrattuale, infatti, rappresentava il corrispettivo per aver ottenuto l’uso delle strade e terreni comunali, per gli obblighi di illuminazione assunti dal Comune e per tutto quanto messo in essere per l’acquisizione dei beni attraverso le espropriazioni. Detta concessione era strettamente connessa con l’altra concessione rilasciata dal Ministero dei LL.PP. nell’anno 1882 per l’esercizio della linea tranviaria per il Pubblico.

Nell’anno 1957, la predetta Società cedeva tutte le proprie concessioni alla S.p.A. Tramvie Provinciali di Napoli, cessione regolarmente approvata dal Ministero dei Trasporti con Decreto del 13.12.1958. Nell’anno 1959, con apposito Decreto del Ministero dei Trasporti, la Società Concessionaria veniva autorizzata a sostituire parzialmente il servizio tramviario con corse automobilistiche, con una proroga della concessione per anni 25 a decorrere dal 1.12.1961 a tutto il 1.12.1986.

A seguito della intervenuta dismissione dell’attività esercitata dalla ACTP, già TPN, la struttura con le relative pertinenze ed accessori, sita in Piazza Crispi, già adibita a deposito , veniva posta in vendita dalla relativa Azienda.

Un’attività che, a nostro avviso, non poteva essere portata avanti perché l’impianto di piazza Crispi era di proprietà del Comune di Aversa. Non a caso: “Nell’anno 1999, a seguito della copiosa corrispondenza intercorsa tra il Comune e l’ACTP, con deliberazione consiliare n. 11, adottata nella seduta del 04.02.1999, rettificata con successivo atto n. 13 del 23.02.1999, veniva espressa l’intenzione di acquisire al Patrimonio Comunale l’immobile in argomento, previo accertamento della titolarità del diritto di proprietà attraverso l’esame del titolo di provenienza; Per dare esecuzione a detto ultimo provvedimento, con deliberazione di G.M. n. 192 del 17.06.1999, veniva conferito all’Avv. Prof. Antonio Romano il più ampio mandato per la rivendicazione dei diritti del Comune nei confronti della A.C.T.P. in ordine all’immobile ivi comprese le procedure esecutive cautelative per scongiurare la vendita dell’intero complesso da parte dell’Azienda.Veniva, pertanto, intentato apposito giudizio innanzi al Giudice Ordinario che dichiarava la giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo. Conseguentemente , il Comune proponeva ricorso dinanzi al TAR Campania che, in sede cautelare, non accoglieva l’istanza di sospensiva, esprimendo dubbi sia sulla giurisdizione del Tribunale Adito sia sulla sussistenza del diritto del Comune”.

Partendo da questo assunto l’amministrazione Ciaramella ne ha prese atto cercando di riportare nel patrimonio del Comune quanto più possibile. .Da qui una transazione con l’Actp del 2003 nella quale all’Ente è stato riconosciuto il diritto su una parte del suolo per la realizzazione del Suap. L’altra parte doveva essere utilizzata dall’azienda di trasporto per realizzare parcheggi sotterranei per 500 posti e riutilizzare quell’ecomostro da archeologia industriale rappresentato dal palazzo degli uffici. Il Comune ha rifiutato la concessione della proroga dei permessi a costruire ed oggi c’è un contenzioso.

Al di là dei proclami di Sagliocco che pensa ad un parcheggio a raso che trasformerebbe quella che doveva essere una piazza in un brutto parcheggio di periferia, con quel bruttissimo palazzo in mezzo, si deve pensare ad una soluzione che possa accogliere le aspettative delle due parti.

Allora, nell’ambito di una pianificazione urbanistica contrattata, perché non consentire all’Actp o a chi l’azienda ha ceduto i diritti sull’area, di spostare quel brutto edificio, con abbattimento e ricostruzione in aderenza ad altri edifici esistenti, anche con un piccolo aumento di volumetria come consente il Piano casa? Così facendo si riuscirebbe ad avere una piazza degna di questo nome salvaguardando i diritti e le aspettative dei soggetti in scena.

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