Sant’Arpino

Rifiuti e tumori, Rifondazione: “Riprendiamoci il nostro territorio”

 SANT’ARPINO. Svegliamoci. Cosa è accaduto se nemmeno il pericolo di morte ci allerta? Dove è finito il nostro spirito di autoconservazione? Nulla riesce più a scuoterci?

Forse crediamo che tutto quello che ci circonda, che tutto quello che accade, non ci riguarda? Non è così. Noi siamo chiamati ad intervenire in tutto quello che coinvolge la nostra vita, per un fatto non solo etico e morale ma innanzitutto per un forte senso di coscienza sociale. Quindi, quando si parla di inquinamento e catastrofe ambientale dobbiamo immediatamente prendere coscienza e posizione, perché è di questo che si tratta.

Non è giusto che tutto passi nella nostra totale indifferenza, non è giusto che in nome del grande business si continua a distruggere la natura e l’ambiente in cui viviamo.

La camorra, con l’aiuto di politici collusi e la totale indifferenza dello Stato, hanno deciso di compiere un vero e proprio biocidio. Nelle nostre terre, un tempo ricche, hanno sversato di tutto. Discariche legali ed illegali hanno invaso i nostri territori. Terreni un tempo rigogliosi, sono diventati campi ricchi di rifiuti altamente tossici inquinando non solo le coltivazioni ma addirittura le falde acquifere. Ormai è tristemente noto, è sulle cronache quotidiane, che nelle nostre terre sono stati sversati liquami di risulta industriale tossica come fertilizzante.

Nei territori che vanno dalla provincia di Napoli a quella casertana sono visibili a tutti ormai discariche illegali pronti ad essere incendiate dando origine ai tristemente famosi roghi tossici.

Incendi che sprigionano diossina, mercurio,cadmio e metalli pesanti, tutto ciò lo respiriamo ed ha un effetto devastante sulla nostra salute. Non c’è nucleo familiare immune a malattie tumorali. Tumori che quasi sempre si presentano in forma non dolorosa, quindi e’ anche difficile identificarli subito anzi spesso nel mentre viene diagnosticato è già troppo tardi. Si pensi che nelle nostre zone ci sono percentuali di malattie tumorali con un aumento del 47%.

E’ giunta l’ora di dire basta. Abbiamo una grande responsabilità non solo nei nostri confronti ma nei confronti dei nostri figli e delle generazioni future. Bisogna porre fine a questi atti criminali, dire basta a questo sterminio. Necessita una vera e propria rivoluzione culturale.

Non si può incoscientemente continuare a sversare ogni sorta di oggetti nelle nostre campagne. Sversare un divano significa dare la possibilità alla camorra di creare tanti piccoli siti dove con l’aiuto di aziende criminali e poteri forti ed occulti si continuerà sistematicamente ad inquinare con rifiuti tossici che verranno incendiati anteponendo in questo modo il profitto alla salute. Circa il 70% dei nostri terreni agricoli sono inquinati oltre a respirare veleno lo ingeriamo tutti i giorni, infatti sulle nostre tavole senza nessun controllo arrivano frutta e verdure contaminate.

Rifondazione Comunista crede fermamente che esiste una netta correlazione tra i disastri ambientali e le amministrazioni locali. Chi ha amministrato e amministra i nostri territori è responsabile di tale scempio. Le amministrazioni locali hanno non solo consentito ma in molti casi hanno addirittura condiviso i profitti. Noi Comunisti crediamo che la soluzione è politica e va ricercata in quella politica onesta, pulita e schiva da qualsiasi tipo di compromessi.

Rifondazione, già da tempo impegnata in una corretta politica ambientale, propone come primi provvedimenti da adottare per arginare i criminosi atti di sversamento di rifiuti tossici e relativi roghi, la tracciabilità dei rifiuti industriali e della filiera dello smaltimento di tutti i materiali che danno tossicità, una mappatura dei siti inquinati, e l’installazione di un sistema di videosorveglianza nei siti strategici.

Rifondazione ritiene che sia giusto avviare una vera e propria riconversione agricola, i nostri terreni non possono più essere adibiti a coltivazioni alimentari, né per uomini né per animali, bensì bisogna avviare un programma di bonifiche basate sulla fitodepurazione.

Il ritorno alla coltivazione della canapa e la ricostruzione di tutta la filiera produttiva sarebbe un vero toccasana per i nostri territori, un sistema che sicuramente sarebbe meno costoso e più proficuo per il rilancio della nostra economia. La nostra terra chiama, la nostra terra chiede aiuto, riprendiamoci la nostra vita.

Partito della Rifondazione Comunista – Orta di Atella

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