Italia

Yara, l’autopsia: uccisa soltanto un’ora dopo il rapimento

YaraBERGAMO. La piccola Yara Gambirasio è stata uccisa un’ora dopo l’uscita dalla palestra. E’ quanto emerge dai risultati dell’autopsia e precisa la dinamica del delitto.

La ginnasta 12enne, scomparsa a Brembate Sopra (Bergamo) e trovata morta dopo tre mesi, il 26 novembre 2011, ha avuto giusto il tempo di uscire dalla palestra comunale, essere prelevata in auto, e arrivare nel campo dove ha trovato la morte. Da quando Yara, quella sera, è uscita di casa per recarsi un attimo in palestra, a quando è spirata, è passata poco più di un’ora. Svenne quasi subito, e non era cosciente quando venne ferita e abbandonata al freddo nel campo dove trovò la morte.

Il particolare è dimostrato dall’analisi dei processi digestivi, che hanno un tempo certo. Dato che quella sera la madre di Yara si ricordava esattamente cosa la bambina avesse mangiato e a che ora, è stato possibile stabilire con precisione l’ora del decesso.

Considerando, poi, che un tragitto diretto, a piedi, dall’abitazione alla palestra di Brembate necessita di una decina di minuti, e dalla stessa strada al campo di Chignolo d’Isola (Bergamo) dove è stata trovata uccisa, normalmente, a quell’ora, in auto, servono altri 20-25 minuti, Yara sarebbe morta dopo essere stata lasciata nelle sterpaglie in circa 30-40 minuti. Questo per la concomitanza delle ferite riportate, dello choc dell’aggressione, e per il freddo pungente di quei giorni a cui è rimasta esposta con la maglietta alzata e il giubbotto aperto.

Una serie di concause, che su una persona minuta, e atletica, quindi con una scarsa massa grassa, hanno comportato un effetto particolarmente veloce.

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