Italia

Maltempo, torna il sereno. Ora la conta dei danni, sotto controllo il Tevere

 ROMA. Sono Toscana, Lazio e Umbria le regioni più colpite dall’ondata di maltempo che si è abbattuta con pesanti piogge, esondazioni di fiumi e allagamenti. Paura a Venezia per l’acqua alta e a Roma si tiene sotto controllo il livello del Tevere.

Nel Centro-Nord sono impegnati 850 vigili del fuoco, con 386 mezzi di soccorso: gli interventi hanno superato il numero di 2.500. Al lavoro, tra gli altri, anche il corpo forestale dello Stato. Intanto, la conta dei morti a causa del maltempo continua.

In Toscana, dove l’emergenza maltempo ha assunto toni drammatici, cinque persone sono morte: tre sono dipendenti dell’Enel, deceduti dopo essere finiti con l’auto nel fiume Albegna a causa del crollo di un ponte a Marsiliana. Gravi danni hanno colpito strade, abitazioni ed esercizi commerciali. Diverse fattorie sono rimaste isolate con la conseguente morte di animali domestici. E’ stata disposta l’evacuazione di diverse abitazioni in alcune frazioni dei comuni di Massa e Carrara come Romagnano e Ricortola-Bondano, e le pattuglie della forestale stanno effettuando in queste zone un servizio anti-sciacallaggio previsto almeno fino a domani. Il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ha chiesto al governo “che ci diano finanziamenti immediati per ripristinare strade, ponti e strutture pubbliche”.

L’emergenza continua anche in Umbria, sul territorio della provincia di Perugia e in particolare a Todi. La situazione più preoccupante è quella che caratterizza Venezia, dove il presidente della regione, Luca Zaia, annuncia: “Centocinquanta centimetri d’acqua alta sono per la regione la vera tragedia di questa ondata di maltempo in Veneto”.

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Tensione alta anche a Roma, anche se in queste ore non piove. Il Tevere e l’Aniene fanno paura: numerose le esondazioni di canali provocate dalla pressione della piana del fiume, mentre l’Aniene esce dagli argini perchè non riesce a riversare tutte le sue acque nel Tevere.

Allagamenti bloccano decine di strade a nord della Capitale e la stazione Roma-Nord La Celsa è stata chiusa: bloccati sulla Roma-Viterbo centinaia di pendolari. La piena del Tevere nella Capitale era attesa intorno alle 12, con una quota stimata intorno a 12 metri, invece fin dall’alba l’acqua è salita all’idrometro di Ripetta, toccando intorno alle 8.30 i 12 metri e 79 centimetri, mentre a Ponte Milvio ha superato i 13 metri. E il livello continua a salire.

Nella notte due barconi mal ormeggiati sono stati strappati dalla corrente alla banchina e si sono schiantati sulle arcate di Ponte Milvio: i vigili del fuoco sono al lavoro per rimuovere i pericolosi detriti che potrebbero danneggiare un’arcata del ponte.Il maltempo sembra comunque concedere una tregua al centro-nord: la tregua ha consentito l’immediato inizio dei primi lavori di risanamento di strade e case. Intanto si fa la conta dei danni.

“Difficile quantificare – precisa la Coldiretti – il numero delle frane che hanno interessato i terrazzamenti di una viticoltura eroica mentre sono numerose le aziende agricole che hanno registrato danni gravissimi alle strutture e alle cantine che sono allagate dove da poche settimane si era conclusa una vendemmia ottimale dal punto di vista della qualita’. Danni anche per l’orticoltura, il florovivaismo e la zootecnia che rappresentano l’ossatura del comparto primario a livello provinciale”.

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