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Conte: “Sento la mancanza della panchina”

Antonio ConteL’attesa logora l’anima rendendola prigionieradi una gabbia colma di proibizioni. E’ la sensazione che è costretto a percepire Antonio Conte, che tornerà a sedere sulla panchina della Juventus dal prossimo 8 dicembre.

Un cpmbattente come lui ha preferito porre fine al silenziouscendo allo scoperto in una diretta video, a cui hanno partecipato migliaia di tifosi italiani ed esteri, direttamente sui social network di “marchio” bianconero.

Conte, con tanto di tuta ufficiale della società torinese e di poster di Platini alle sue spalle, ha voluto mostrare la sua felicità nei confronti di quei tifosi che non l’hanno mai abbondonato: “Sono contento di essere tornato a parlare con i tifosi che mi sono stati vicino in un momento difficile a livello umano. Ho letto tante cose sbagliate, avrei voluto entrare a gamba tesa su qualcuno, ma i regolamenti vanno rispettati”.

L’ex allenatore dell’Arezzo si era scagliato contro due giornalisti italiani nel corso della conferenza stampa post Juventus – Nordsjaelland. I due, rei di aver esultato al goal del vantaggio del Chelsea contro lo Shakhtar nella partita di Champions, sono stati “irrispettosi”: “Ci vuole più rispetto per il nostro lavoro. Dopo la partita contro il Nordsjaelland ho sentito un boato, non potevano essere soltanto due giornalisti. Mi sono vergognato per quelle persone poco professionali che hanno esultato per il gol di una squadra straniera. Mi è dispiaciuto leggere che io ero nervoso, così come mi spiace che questi giornalisti abbiano quotidianamente a che fare con noi”.

Il cammino in Champions non è dei più semplici per questa Juventus, chiamata a vincere almeno una delle prossime due partite contro Chelsea e Shakhtar. I tifosi devono avere fiducia nella squadra, ma allo stesso tempo devono ricordarsi da dove sono partiti e come si è arrivati a costruire un presente vincente: “I tifosi devono avere pazienza. Chi non ce l’ha è bene che si guardi indietro e ritrovi il sorriso. Abbiamo preso una scorciatoia fatta di lavoro, passione, intensità, lacrime che ci ha portato a vincere uno scudetto inimmaginabile. Se il City e il Psg, nonostante i loro grandi investimenti, chiedono anni per conquistare la Champions League, allora noi non dovremmo vincerla mai. Continuiamo la nostra strada, da imbattuti in Europa, consapevoli di quanto ha recentemente detto Buffon: il nostro destino dipende da noi”.

Tornando al campionato, Conte fa i complimenti all’Inter: “Sta facendo delle cose straordinarie, così come la Fiorentina, una outsider che a inizio stagione avevo indicato come possibile rivelazione. Ma ci sono anche Napoli, Lazio, Roma e Milan. Vinca il migliore, ma se noi saremo consapevoli di quello che siamo, avremo buone chance di essere di nuovo felici”.

Una Juve stanca di vincere?: “La Juve non ha mai perso la voglia: forse in alcune partite siamo stati un po’ meno intensi e determinati del solito, ma è stato un atteggiamento inconscio”.

Il patteggiamento forzato, con il conseguente “esilio” non volontario dal calcio giocato, si è fatto sentire come un macigno sulla testa di Conte: “In questi momenti molto molto molto difficili, è stato fondamentale la fiducia incondizionata che mi ha dimostrato Andrea Agnelli. Mi piacerebbe che chi si è erto a paladino della giustizia provasse, per un solo giorno, a passare dallo stato di innocente a quello di colpevole. La panchina mi manca tanto, me ne sono fatta costruire una in casa da mia moglie. Mi manca molto il contatto con l’erba, i tifosi, gli arbitri, i miei ragazzi e gli avversari, ma sono orgoglioso del gran lavoro fatto dai miei collaboratori e dai miei calciatori, che sono grandi uomini prima ancora che splendidi professionisti. In questo ultimo anno abbiamo fatto delle cose straordinarie, che purtroppo non sono state sufficientemente esaltate dai media”.

Il rapporto con Del Piero: “Un rapporto basato sulla sincerità. Un rapporto vero. Schiettezza, anche perchè eravamo stati compagni 10 anni alla Juve. Lo seguo ora che è in Australia, gli auguro tutto il bene possibile so che lui tifa per noi e noi per lui”.

Pogba vera rivelazione della Juventus di inizio stagione: “Paul ha avuto una maglia da titolare a 19 anni. Quando si è bravi non conta l’età: io ho esordito a 16 anni. Ha qualità, mezzi straordinari e tanta voglia di imparare. Può diventare uno dei numeri uno a livello mondiale, è un bravo ragazzo, ma come tutti non deve mai perdere la bussola”.

Cassano provoca, Bonucci risponde e Conte non si tira indietro: “Non siamo soldatini. Come ha detto il mio giocatore, qui siamo tutti professionisti. E quando acquistiamo un calciatore, oltre a valutare gli aspetti tecnici e tattici, cerchiamo requisiti umani importanti. Nei momenti di difficoltà emergono gli uomini veri: preferiamo lasciar perdere i quaquaraquà, i primi che ti fanno affondare”.

Questione attaccanti: “Ho cinque attaccanti – dice Conte – che si equivalgono ma con caratteristiche differenti. Scelgo ogni volta in base a ciò che vedo durante gli allenamenti e ciò che mi interessa è il tipo di risposta che mi danno quando vengono chiamati in causa. Ho fiducia in tutti loro”.

E’ una “malattia” particolare quella che ha Antonio Conte: “Sono un fissato, un patito di calcio, studio molto perché voglio eccellere in quello che faccio. Mia figlia vorrebbe guardare più cartoni animati, mi dice ‘no papà, oggi niente calcio’, ma poi prevale l’interesse di famiglia”.

Le imitazioni diCrozza appassionano la famiglia Conte: “Quando mia moglie mi vede arrabbiato ormai mi dice ‘è agghiacciante’, proprio come lui. Mi piace che le mie espressioni diventino cult: essere imitato vuol dire aver raggiunto una certa popolarità. Quando mi imita, Crozza può mettersi in testa i capelli di cui è sprovvisto. Io, per differenziarmi da lui, ho fatto un’operazione, anche se lo stress mi sta facendo cadere i capelli trapiantati, e questo non va bene. Questa mia chiacchierata, comunque, servirà al mio imitatore: ultimamente gli avevo dato pochi spunti”.Messaggio finale a tutti i tifosi: “Sempre uniti e sempre insieme e forza Juve”.

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