Esteri

Gaza: lo strazio di Jihad Misharawi

 GAZA. “La guerra non nobilita l’uomo, lo fa diventare un cane rabbioso, avvelena l’anima”. Queste parole, pronunciate dal soldato Witt, nel film “La sottile linea rossa” di Terrence Malick (1998), sono tornate di tremenda attualità.

Gaza è la città dello scempio, il luogo di morte di migliaia di uomini, donne e bambini. Colpisce ciò che è accaduto a Jihad Misharawi, noto giornalista della Bbc, che ha visto morire, praticamente dinanzi ai suoi occhi, il figlio di 11 mesi. Nella notte di venerdì, infatti, un attacco aereo israeliano ha colpito la sua abitazione causando la morte della cognata e, come accennato, del figlio, oltre al ferimento di suo fratello. L’immagine straziante di Marashawi che ha in braccio il corpo del figlio, ormai senza vita, è stata pubblicata da Washington Post e sta sconvolgendo il mondo intero.

Paul Danahar, direttore responsabile della redazione in Medio Oriente della Bbc, non ha fatto mancare il suo appoggio, esprimendo la sua rabbia direttamente da Twitter: “La domanda è: se Israele può colpire una persona che viaggia a bordo di una motocicletta (come hanno fatto il mese scorso) com’è possibile che il figlio di Jihad sia stato ucciso?”.

Jon Williams, collega di Marashawi: “I nostri pensieri sono con Jihad e il resto della redazione a Gaza. Questo è un momento particolarmentedifficile per l’intero ufficio a Gaza. Siamo fortunati ad avere lì un team impegnato e coraggioso. È un fatto che fa pensare alle sfide che attendono molti dei nostri colleghi”.

Una guerra sanguinosa che non accenna a terminare e che fa vittime su vittime: insieme al piccolo Marashawi hanno perso la vita altre 15 persone nell’attacco israeliano. Il governo britannico ha invitato alla moderazione le parti coinvolte nello scontro a Gaza, mentre “le porte dell’inferno” sembrano essere state aperte.

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