Esteri

Effetto Sandy, cancellata la maratona di New York

 NEW YORK. È stata una della decisioni più difficili da prendere, ma alla fine il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, ha annullato la tradizionale maratona nei cinque distretti di New York, a causa dei danni e delle vittime provocati dall’uragano Sandy.

La maratona, nata nel 1970, si è sempre svolta. Il primo cittadino di New York, nei giorni scorsi, era stato fortemente attaccato da parte di chi riteneva un errore pensare alla corsa con diverse zone della città ancora senza elettricità. “Non avremmo voluto che una nuvola di polemiche e problemi resti sospesa sulla gara o i suoi partecipanti, e per questo abbiamo deciso di cancellarli”, ha spiegato in una dichiarazione scritta Bloomberg.

Il sindaco si è difeso sostenendo che “la maratona non avrebbe distolto risorse dai soccorsi”, ma “prende atto che ormai l’evento è diventato fonte di controversie e divisioni contrari allo spirito di unità della maratona”. La comunicazione della cancellazione dell’evento è avvenuta anche grazie al social network Twitter, dove Bloomberg ha scritto: “Abbiamo deciso di cancellare la maratona di New York. I partecipanti – aggiunge – avranno ulteriori informazioni nei prossimi giorni”.

“E’ un grande evento per New York”, aveva continuato a sostenere il sindaco, sottolineando che molte piccole aziende dipendono da questa manifestazione. E inoltre, aveva aggiunto di credere che anche le vittime avrebbero voluto che si corresse, “per rafforzare l’economia e per far andare avanti la città. La maratona ha sempre unito la città e ci ha ispirato con storie di coraggio e determinazione. Non vogliamo che siano gettate ombre sull’evento e sui suoi partecipanti e per questo abbiamo deciso di cancellarla”, ha sottolineato Bloomberg.

La gara di New York, che si sarebbe dovuta svolgere domenica prossima, non ha subito un’interruzione neppure nel 2001, l’anno degli attentati al World Trade Center. E Bloomberg lo ha sottolineato, ricordando che il suo predecessore Rudolph Giuliani “dopo l’11 settembre prese la decisione giusta di far correre la maratona, per unire la gente”. Ma allora erano passati due mesi e non neanche sei giorni.“Anche molti di coloro che si sono iscritti alla gara – è stato il commento del New York Times – ritengono sia di cattivo gusto correre lungo un percorso che, snodandosi nei cinque distretti della città, passerebbe accanto a migliaia di persone che soffrono per le distruzioni inflitte dalla forza della natura”.

Gli stessi atleti erano apparsi divisi. Meb Keflezighi, vincitore dell’edizione 2009, aveva affermato che la gara è “un evento positivo”. Mark Laatjes, campione del mondo di maratona a Stoccarda nel 1993, invece aveva detto: “Abbiamo visto gente che ha perso tutto e in questo momento la città deve dedicarsi a chi ha bisogno di aiuto invece di usare per la corsa servizi essenziali”.

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