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“La birra della legalità” al carcere di Carinola

 CASERTA. Lunedì 26 novembre, nella sala teatro dell’Istituto Penitenziario di Carinola (Caserta), si parlerà di lavoro, agricoltura biologica ed economia sociale.

L’occasione è data da “Campus Felix”, un progetto dell’associazione FormAzione Viaggio, della rete di Libera e del Comitato don Diana, di promozione della legalità pensato e rivolto ai giovani che ha hanno bisogno di risposte fatte però non solo di parole.

Tre dunque, le tracce di riflessione:

Il Lavoro proposto come alternativa sociale ma anche eco sostenibilità per prendere totalmente le distanze dal sistema criminale che ha deturpato e violentato ogni tipo di risorsa ambientale, oltre che civile ed umana. In questo senso, l’obiettivo è la creazione di un birrificio artigianale da realizzarsi all’interno dell’Istituto Penitenziario. Particolare attenzione sarà pertanto, puntata sul filone del biologico recuperando terreni e proponendo l’agricoltura sociale. La presentazione del progetto “La birra della legalità”, coinciderà con la prima giornata del ciclo seminariale di studio, ricerca e formazione sulla filiera agricola, produzione etica, produzione di prodotti biologici e forme di imprenditoria sociale cooperativistica. La creazione di un birrificio artigianale da realizzarsi nel Carcere di Carinola, è considerato come un vero e proprio trattamento di recupero sociale che abitua al ritmo, al rispetto per se stessi e per gli altri, recuperando da dignità ed incidendo sul grado di motivazione personale. Le attività pratiche saranno gestite dalla Cooperativa sociale “Carla Laudante” onlus in concertazione con l’Istituto Penitenziario di Carinola.

La Legalità, è la seconda traccia di riflessione che il Campus Felix II edizione (nella prima tenutasi il 31 marzo ed il 1 e 2 aprile 2011 a Teverola, Casaluce e Carinaro, furono registrate complessivamente 1.500 presenze) affronterà e coinciderà con la cerimonia ufficiale di premiazione del Concorso ‘A Cuore Aperto’ destinato ai detenuti/e ristretti/e presso il circuito di Alta Sicurezza negli Istituti Penitenziari d’Italia.Il Concorso è stato promosso dall’Associazione FormAzione Viaggio di concerto con la direzione dell’Istituto Penitenziario di Carinola, con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed in collaborazione con l’associazione “Libera, nomi e numeri contro le mafie” e il “Comitato don Diana”, per far comprendere il valore della libertà messa seriamente a rischio dalle azioni illegali e dalle associazioni a delinquere che si presentano come soggetti elargitori di favori e di opportunità, ingannando giovani e giovanissimi e condannandoli a pene giudiziarie e carcerarie. Il Concorso ha dato l’opportunità alle persone detenute di trasmettere le loro esperienze, i loro pensieri e le loro emozioni attraverso la forma della lettera, stimolando una riflessione sui valori della legalità e della giustizia. Il 26 novembre saranno premiate le prime tre lettere più significative e saranno presenti ex detenuti che hanno scontato la loro pena e che hanno cambiato vita. Il fine è la massima divulgazione possibile per impedire che altri commettano gli stessi errori e che chi ha già commesso reati possa trovare la forza, l’energia, la convinzione e spinta motivazionale a cambiar vita.

Economia Sociale è il filo rosso conduttore che lega insieme il Lavoro, il Progetto Birra della Legalità e la promozione della Legalità attraverso il Concorso ‘A Cuore Aperto’. Valorizzando l’attività agricola, riducendo le distanze fra popolazione carceraria e società civile ed accrescendo l’inclusione sociale nel rispetto della legalità si contribuisce alla creazione di Comunità sane e solidali. Pre-occuparsi dei detenuti è una presa in carico che la società civile non può più evitare, nell’ottica di un riscatto sociale completo e compiuto. Così come è stato per i beni immobili sottratti alla criminalità organizzata e poi restituiti al territorio, diventando patrimonio comune e trampolino di lancio per una nuova economia antidoto di quella criminale, altrettanto è necessario cominciare a pensare ai detenuti come persone da recuperare per poterle far fuoriuscire dal sistema illegale che li ha coinvolti e restituirli alla vita legale.

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