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Faida Scampia, catturato il giovane boss Mariano Abete

Mariano AbeteNAPOLI. I carabinieri hanno catturato Mariano Abete, 21enne, residente in via Ghisleri, a Napoli, reggente dell’omonimo gruppo camorristico.

Il latitante è stato catturato dal nucleo operativo Stella e dalla stazione quartiere 167. Abete era uno dei ricercati per la nuova faida di Scampia.

Il giovane boss, arrestato all’alba, è stato scovato in un nascondiglio nella casa della madre, ricavato tra due pareti alle quali si accedeva tramite una parete mobile con apertura azionata a telecomando. Era ricercato per un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli, per associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

L’identikit di Abete era stato diffuso lo scorso 20 ottobre da carabinieri e polizia insieme con gli altri quattro latitanti che secondo gli investigatori hanno un ruolo di primo piano nella riesplosione della faida di camorra a Scampia.

“Aspettate, apro io, sono MarianoAbete”, così il boss si èarresonelle mani dei carabinieri della compagnia Stella del comando provinciale di Napoli. Quando i militari hanno intuito che nell’abitazione della madre diAbeteera stato ricavato un nascondiglio tra le intercapedini di due pareti, hano iniziato ad abbatterle. A quel punto il latitante eccellente siè reso conto che per lui era finita, ha preferito arrendersi ed aprire con il telecomando la parete mobile.Abeteè stato ammanettato intornoalle5.30 sotto gli occhi della madre che lo teneva nascosto in casa da tempo.

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a breve

Circa cento carabinieri avevano circondato poco prima l’edificio per dare inizio alla perquisizione. Ogni giorno, ed anche più volte in una sola giornata i carabinieri arrivano in forza a Scampia ma anche a Secondigliano e a Melito e in tutti i luoghi ‘sensibili’ dove è in atto la faida per perquisire edifici, garage e cantine.

Nelle scorse settimane la procura aveva deciso di rendere pubbliche lefotodi cinque latitanti più pericolosi della faida di Scampia.TRa questi MarianoAbete, seppur giovane, già potente epericoloso. Una decina di giorni fa era stato arrestato un altro dei cinque latitanti più pericolosi,Rosario Guarino, 29 anni.Tra gli altri è ancora ricercato il giovane boss Marco Di Lauro, figlio del boss Paolo, detto “Ciruzzo ‘o milionario”’, protagonista con l’ala degli scissionisti della prima faida di Scampia. Restano ancora liberianche Mario Riccio, di 21, Antonio Mennetta, di 27.

Calca di parenti davanti la caserma dei carabinieri “Pastrengo” a Napoli per salutare MarianoAbete, il ventunenne reggente dell’omonimo clan catturato questa mattina all’alba. Tra questi anche la giovane convivente. Vani i tentativi dei familiari di avvicinarsi al boss, che è uscito dalla caserma per essere accompagnato in carcere in tuta di acetato, leggermente ingrassato rispetto allefotosegnaletiche in possesso degli inquirenti.

 Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Colangelo, si è congratulato con il comandante generale dei carabinieri, generale Leonardo Gallitelli, e con i comandanti regionale della Campania e provinciale di Napoli per “l’esito brillante dell’operazione che ha portato alla cattura del latitante MarianoAbete”, reggente dell’omonimo gruppo camorristico. Il procuratore ha pregato di ”estendere le proprie congratulazioni” a tutti i militari che hanno operato. L’operazione – ha detto il procuratore Colangelo – dimostra “l’alto livello dell’impegno delle forze dell’ ordine e latensioneche anima il loro lavoro quotidiano”.

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