Campania

Agropoli, famiglia nascondeva tesoro da 15 milioni

 SALERNO. Il Gico (Gruppo di investigazioni sulla criminalità organizzata) del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale, emessa dal Tribunale di Salerno …

… su richiesta della locale Procura, a conclusione di complessi accertamenti sulla base del Nuovo codice Antimafia.

In particolare, a seguito di autonoma attività info-investigativa, i finanzieri hanno intrapreso mirate indagini volte ad acquisire notizie utili sul conto di un’organizzazione criminale operante anche in altre zone del sud, centro e nord Italia strutturata su base familiare e dedita a furti seriali presso gioiellerie, usure, estorsioni, ricettazioni, truffe ed intestazioni fittizie di beni acquistati con i proventi di tali attività, con conseguente accumulo di ingenti patrimoni ed acquisizione sul territorio di una forza economica che ha consentito agli aderenti all’organizzazione di assumere il controllo di attività economiche nel settore del commercio di autoveicoli, della gestione di bar e centri commerciali.

Le pertinenti attività d’indagine hanno permesso di accertare l’effettiva presenza di un nucleo familiare originariamente composto dal capostipite e moglie (e successivamente dai figli/e, generi, nuore nipoti per complessivi 31 soggetti) che, dapprima residente all’interno di case di proprietà dell’Iacp nel Comune di Agropoli, nel tempo ha accumulato ingiustificatamente ingenti ricchezze.

Le indagini, tese ad individuare l’illecito patrimonio accumulato, hanno confermato integralmente quanto già dichiarato da due collaboratori di giustizia, che indicavano il nucleo familiare come una vera e propria organizzazione ben strutturata dedita alla commissione di furti e rapine in gioiellerie in tutta Italia.

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I collaboratori riferivano, inoltre, che l’organizzazione, che si serviva delle donne della famiglia per perpetrare i furti, nel tempo aveva accumulato un ingente patrimonio immobiliare e mobiliare conducendo un elevato tenore di vita.

Al termine delle accurate investigazioni patrimoniali e bancarie svolte dal Gico, il Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica di Salerno ha disposto ai sensi dell’art. 22 del Decreto Legislativo 159/2011 il sequestro precauzionale di tutti i beni mobili e immobili a loro intestati o riconducibili.

Infatti i mirati e approfonditi accertamenti patrimoniali accompagnati da una penetrante attività info-investigativa ha consentito di ricostruire non soltanto il patrimonio accumulato a loro intestato, ma anche quello fittiziamente riconducibile a figure cosìdette “teste di legno”.

Inoltre, la Procura della Repubblica di Salerno – Dda – ha disposto l’effettuazione di oltre 35 perquisizioni personali e domiciliari in provincia di Salerno e Vercelli, nonché il sequestro di beni in provincia di Salerno ,Aosta, Napoli e Torino.

L’esecuzione dei citati provvedimenti ablatori e di perquisizione che ha visto l’impiego di oltre 150 finanzieri con supporto di militari del contingente (Atpi) Antiterrorismo e Pronto Impiego nonché di un elicottero ha portato al sequestro di: 19 immobili (appartamenti e ville) situati nel territorio provinciale; 17 terreni; 30 autovetture di grossa cilindrata , tra le quali Jaguar, Porsche, Mercedes, Audi, Bmw; 3 complessi aziendali; per un valore stimato di circa 15 milioni di euro. Si è proceduto, altresì, al congelamento finalizzato al sequestro dei saldi giacenti su 66 rapporti di natura finanziaria in essere presso istituti di credito e Poste Italiane in tutto il territorio nazionale.

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