Aversa

“Penaline”, danno erariale: il sindaco apre indagine

 AVERSA. Le “penaline” emesse dagli ausiliari del traffico per sanzionare il mancato pagamento del ticket o il mancato rinnovo del tagliando, in caso di ticket scaduto, recano danno all’erario comunale.

E’ quanto stabilito dalla sentenza numero 888/2012 della Corte dei Conti del Lazio, pubblicata il 19 settembre scorso, che ha condannato l’Associazione Temporanea d’Impresa gestrice del servizio di sosta oraria a pagamento nel comune di Velletri al pagamento di 11 mila 940 euro per il mancato incasso dei proventi che sarebbero derivati al Comune dall’applicazione della sanzione prevista dall’articolo 7 del nuovo codice della strada che regolamenta la circolazione nei centri abitati prevedendo in caso sosta senza pagamento del ticket o con ticket scaduto una ammenda da 24 a 94 euro sostituita dalla società dalle cosiddette penaline.

La notizia, rimbalzata nel corso della conferenza stampa tenuta nella mattinata di sabato dal sindaco sul tema strisce blu, ha creato perplessità dal momento che nel bilancio presentato alla stampa tra i proventi del servizio in atto ad Aversa sono stati riportati 8 mila 575 euro incassati dalla riscossione delle penaline.

Una somma che rappresenterebbe un niente rispetto a quanto sarebbe dovuto entrare nelle casse municipali se fosse stato applicato l’articolo 7 del nuovo codice della strada, come sembra imporre la sentenza del Corte dei Conti laziale rappresentando la penalina uno sconto non dovuto (stando alla sentenza), fatto dal gestore del servizio di sosta a pagamento all’automobilista indisciplinato, che produce danno all’erario municipale per il mancato incasso della somma dovuta.

Nel caso del servizio in atto, in via provvisoria e sperimentale, ad Aversa, essendo il Comune gestore diretto del servizio, diventa particolarmente importate fare chiarezza sulla validità e le conseguenze dalla sentenza della Corte dei Conti laziale perché, continuando gli ausiliari ad emettere penaline e non contravvenzioni, il Comune danneggerebbe se stesso.

Un’ipotesi che ha imposto al primo cittadino Giuseppe Sagliocco di dare incarico al consigliere Nico Nobis, di professione avvocato, e interessare della questione la polizia municipale.

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